Quanta energia consuma il caricabatterie collegato alla corrente quando non viene usato? Risponde l'elettricista

Molti di noi scollegano il caricabatterie dalla presa quando la carica è terminata, ma serve davvero per evitare di consumare energia? Un esperto ha condotto un vero e proprio test, dando una risposta definitiva al dubbio di milioni di italiani.

Dopo un 2022 da incubo, i prezzi dell'energia elettrica sono calati drasticamente nella prima metà del 2023. Da quest'autunno, il costo è tornato a salire, seppur in percentuali comprese tra il 10 e il 20% rispetto al primo semestre. Sia per risparmiare sulla bolletta che per evitare di contribuire all'inquinamento, milioni di persone scollegano elettrodomestici e dispositivi elettronici quando non li utilizzano. A far lievitare la quota della bolletta, ce ne sono alcuni a cui molte persone non prestano attenzione. Un esempio sono televisori e decoder che, seppur spenti, consumano energia per rispondere immediatamente al telecomando.

Ognuno di noi utilizza il caricabatterie almeno una volta al giorno.
Ognuno di noi utilizza il caricabatterie almeno una volta al giorno.

Stesso discorso per le stampanti, che se collegate alle prese elettriche consumano piccole quantità di energia, 24 ore su 24. Ogni dispositivo o elettrodomestico dotato di schermo digitale con orologio, di fatto, consuma. Il discorso relativo ai caricatori di cellulari o di PC portatili è più complesso. Se dopo l'utilizzo non vengono staccati dalla presa, infatti, consumano corrente. La domanda, in questo caso, è: "Quanta?". Un elettricista ha fatto un test usando gli strumenti del mestiere - è proprio il caso di dirlo - al fine di dimostrare i reali consumi di un caricabatterie collegato alla corrente ma non utilizzato.

Quanta energia consuma il caricabatterie non usato?

Seby Torrisi si autodefinisce un esperto di fai-da-te, elettricità, bricolage e 'soluzioni creative'. In uno dei video più visti pubblicati sul suo profilo, ha mostrato i consumi di un caricabatterie quando non viene usato. Per farlo, ne ha presi in esempio tre diversi: due modelli che erogano "al massimo un amper" e uno di ricarica veloce, che inevitabilmente consuma di più. Con l'ausilio di un multimetro in grado di rilevare le correnti nell'ordine dei milliamper, ha fatto alcuni test. Ha scoperto che con il caricatore 'mini', durante l'utilizzo, vengono generati 40 milliamper di corrente. Scollegandolo, i consumi si azzerano. E per quanto riguarda l'alimentatore della carica veloce? La risposta è in questo video:

@sebytorrisifaidate

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♬ suono originale - Seby Torrisi

In estrema sintesi: i caricatori 'vecchi', non in grado di supportare la ricarica veloce, non consumano praticamente nulla se lasciati collegati dopo l'utilizzo. Quelli più avanzati, invece, 'succhiano' via un po' di energia anche quando il cellulare non è più attaccato. Come fanno notare in molti, anche un consumo estremamente basso, nell'arco di 24 ore, può gonfiare (di poco) la bolletta. Ad ogni modo, il consiglio è sempre quello di staccarli dalla corrente se non utilizzati: sia per risparmiare un paio di euro a fine mese (altrimenti buttati, nel vero senso della parola), sia perché è sempre meglio non lasciare alcuna apparecchiatura sotto tensione se non utilizzata.

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