"Sono un imprenditore in pensione: per colpa di una truffa online devo vendermi la casa"

Un imprenditore oggi in pensione è stato vittima di una truffa online, che gli ha causato un'ingente perdita economica. L'uomo non ha avuto altra scelta se non quella di vendere la casa, per ripagare il debito contratto. Ecco cosa gli è successo.

Stando alle indagini delle forze dell'ordine, in Italia e nel mondo sono in enorme aumento le truffe online. D'altronde, più passano gli anni, più persone sono connesse, dato che Internet sta arrivando anche in quei pochi angoli del pianeta rimasti 'isolati' fino ad oggi. La storia odierna, riportata dal Daily Mail, ha come protagonista un imprenditore in pensione, di nazionalità inglese, Gary Edmunds. Tutto è iniziato quando il pensionato è entrato in un gruppo Facebook di amanti delle automobili. Poche settimane dopo, ha perso 30.000 sterline e per ripagare il debito è stato costretto a vendere la sua casa.

Edmunds ha gestito per alcuni decenni una ditta di impianti idraulici, effettuando anche importanti lavori lungo il fiume Tamigi, il corso d'acqua più conosciuto del Regno Unito, dato che attraversa Londra. "Ho avuto un rapporto personale con Margaret Thatcher e alcuni ministri degli anni '70 e '80", ha affermato. Insomma, una persona intelligente e capace. La truffa è iniziata quando, alcuni mesi fa, l'uomo è entrato in un gruppo di appassionati di auto. Una donna di nome Abelie, che sosteneva di essere una rivenditrice di auto Bentley a New York, gli ha immediatamente inviato una richiesta d'amicizia. I problemi erano appena iniziati.

La truffa all'imprenditore in pensione

All'epoca, la moglie di Edmunds era ancora viva e soffriva di Alzheimer. Non potendola portare in vacanza 'normalmente', l'uomo aveva pensato di acquistare un camper per lei. Parlandone con Abelie, le ha confessato questo desiderio e lei gli ha consigliato di investire in criptovalute, per ottenere un guadagno extra a fronte della spesa non da poco. Quanto successo dopo è uno schema ricorrente: l'uomo ha iniziato investendo 3.000 sterline e ha visto rapidamente i propri guadagni crescere. "Sull'app leggevo di aver guadagnato 100.000 dollari, ma avrei dovuto mettere 16.000 sterline prima di prelevarli. Per questo ho chiesto un prestito".

L'imprenditore vittima di truffa, insieme alla moglie scomparsa pochi mesi fa.
L'imprenditore vittima di truffa, insieme alla moglie scomparsa pochi mesi fa.

Il suo contatto Maximo, che lo aveva invitato a investire, inizialmente lo contattava diverse volte al giorno. Quando gli ha segnalato l'impossibilità di prelevare i 100.000 dollari, il truffatore ha smesso di rispondergli. Nel frattempo, la malattia di sua moglie peggiorava e Abelie, la presunta venditrice di auto, sosteneva a sua volta di essere stata truffata. I giorni passavano e l'uomo non riusciva a riprendersi i suoi soldi dall'app di 'criptovalute'. Alla fine, il pensionato si è rivolto alla polizia, che ha confermato che era una truffa. Nel frattempo, però, l'uomo doveva restituire alla banca oltre 20.000 sterline, per gli interessi maturati sul prestito. Per farlo, ha dovuto vendere la casa di Norfolk. "Appena la vendo, sistemerò tutto e andrò a vivere in un appartamento più piccolo. Non mi fido più di nessuno. Ho perso la fiducia in me stesso, dopo tre decenni come imprenditore di successo. La mia salute mentale è peggiorata". Diffidate di chi vi propone 'guadagni facili' e prima di investire soldi reali in 'criptovalute', consultate un esperto.

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