"Ero fidanzata con un ragazzo che è stato due volte in carcere: cosa mi piaceva di lui"

Una donna che oggi ha più di quarant'anni ha ammesso di essere stata fidanzata con un ragazzo che, in vita sua, è stato due volte in carcere. Ecco perché usciva con lui, come mai lo trovava attraente - soprattutto - cos'ha imparato dopo essere uscita con il "cattivo ragazzo".

Si dice che alle donne piacciano gli uomini sicuri di sé, che sanno quello che vogliono e che le facciano sentire desiderate. Soprattutto prima dei 30 anni, è normale che una ragazza si innamori del cosiddetto "cattivo ragazzo", pur essendo consapevole che porterà potenzialmente guai. Una giornalista e scrittrice, Jana Hocking, ha pubblicato su The New York Post un articolo molto personale in cui ha spiegato di essere stata con un uomo che era stato due volte in carcere. "Quando avevo vent'anni, fino ai trenta inoltrati, ho attraversato la fase in cui ero attratta dal cattivo ragazzo".

I prerequisiti dell'uomo ideale? "Problemi di temperamenti, tatuaggi visibili e poco rispetto per la legge. A 23 anni, mi sono ritrovata in un'aula di tribunale a tenere le mani a un uomo che stava per finire in carcere per la seconda volta". Com'è iniziato tutto? "Al primo anno di università, ero a casa dei miei genitori durante le vacanze. Dopo la doccia, ero ferma davanti al camino e indossavo solo un asciugamano. Improvvisamente, ho sentito la porta aprirsi: erano mio fratello e un suo amico, molto attraente. Ho fatto una corsa disperata verso la mia stanza e mi sono chiusa dentro per evitare di farmi vedere così svestita. Il ragazzo ha bussato e mi ha chiesto se volessi unirmi al loro, che stavano andando al pub. Ho risposto di no, poi mi sono affacciata e ho notato quanto fosse bello".

Essere la fidanzata del 'cattivo ragazzo' che entra ed esce dal carcere

"La settimana seguente, l'ho ritrovato al pub e stava flirtando con un'altra ragazza e questo, ovviamente, ha fatto aumentare il mio interesse. Ho chiesto a mio fratello il numero e, dopo vari drink, ho preso il coraggio. Gli ho detto che lo trovavo attraente e che dovevamo uscire a bere insieme. Lui mi ha risposto: 'OK, vengo a prenderti domani sera alle 7:30', C'è qualcosa di più attraente di un uomo che prende così l'iniziativa?". Nelle righe successive del lungo racconto, spiega come abbia scoperto che il ragazzo guidava senza patente. Nonostante ciò, lui la faceva sentire amata, le dava attenzioni e le faceva una sorpresa alla settimana: "Era avventuroso, pieno di idee, organizzava escursioni all'ultimo istante. Era quello che volevo a venti anni".

Jana Hocking, da giovane, è stata fidanzata con un coetaneo che era finito in carcere per due volte in pochi mesi.
Jana Hocking, da giovane, è stata fidanzata con un coetaneo che era finito in carcere per due volte in pochi mesi.

Un giorno, però, tutto cambia. Il ragazzo in questione è ubriaco al pub e un poliziotto prova a fermarlo, ma lui gli afferra la mano e gli spezza le dita. Quel gesto gli costa un anno di carcere, dopo i primi sei mesi scontati per guida senza patente. La sua assenza gli è servita: "Ho iniziato a ritrovare la serenità, ho ripreso i rapporti con la mia famiglia e la mia amica che avevo abbandonato quando ero infatuata da lui e i voti all'università sono tornati alti. Ho anche scoperto che, quando io non c'ero, usciva con un'altra donna". Infine: "Ci sono voluti mesi di terapia e non è stato facile chiudere la pagina, perché ero innamorata persa. Però ho capito che non volevo più convivere con quel sentimento di ansia legato al suo comportamento sopra le righe. Grazie a Dio mi è successo a venti anni, quando c'è ancora tempo per sbagliare".

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