Artista mette un pesce rosso in un frullatore e chiede ai presenti di premere il tasto: come va a finire

Un esperimento molto controverso ha avuto luogo alcuni mesi fa. Un artista, di nome Marco Evaristti, ha messo un pesce rosso (e dell'acqua) in un frullatore, chiedendo ai presenti nel museo di premere il bottone per attivarlo. Come sarà andata a finire? Qualcuno avrà avuto il coraggio di farlo?

I pesci rossi, dopo cani e gatti, sono tra gli animali domestici più diffusi in Italia e in gran parte del mondo. Non tutti sanno che il loro nome scientifico è carassi e sono pesci d'acqua dolce originari dell'Asia. Nel loro ambiente naturale, possono vivere fino a 30 anni, mentre in cattività la media oscilla tra i 10 e i 20 anni. L'usanza di tenerli in una bolla di vetro per fortuna sta sparendo, ma un altro errore molto comune è quello di tenerne uno solo. I pesci rossi sono animali sociali e gli esperti consigliano di tenerli in gruppi di almeno tre esemplari in acquario.

Come detto, la loro razza è originaria dell'Asia e soprattutto in Cina e in Giappone vengono allevati da tempo immemore, mentre in Europa sono arrivati solo nel XVI secolo. Nel mondo occidentale, sono principalmente animali da 'decorazione', visto che è rarissimo trascorrere del tempo in loro compagnia o giocarci. Quando vengono a mancare, c'è chi li getta nello scarico del bagno, ma non è una buona idea. Banalmente, la pratica migliore è smaltirli tra i rifiuti organici. Ma cosa succede quando un pesce rosso finisce in un frullatore (spento)?

Il pesce rosso nel frullatore: l'esperimento (provocazione) di un artista

Marco Evaristti ha dato vita a un esperimento sociale molto particolare. L'artista, infatti, ha posizionato dieci pesci rossi in altrettanti frullatori, con dell'acqua. Gli animali nuotavano letteralmente tra le lame. Evaristti ha chiesto ai presenti in un museo di premere il bottone che attivasse il frullatore, con l'esito facilmente immaginabile. Due animali hanno perso la vita in questo modo. Il direttore del Trapholt Museum, alcuni giorni dopo, è stato condannato per crudeltà verso gli animali. Sì, esatto: lui e non l'artista. Tuttavia, in appello, il direttore è stato assolto: alcuni veterinari hanno ammesso che i pesci morti hanno perso la vita "all'istante" e non sono stati, quindi, maltrattati.

I pesci rossi nel frullatore, come provocazione.
I pesci rossi nel frullatore, come provocazione.

Sul suo sito, l'artista ha poi spiegato meglio quale messaggio volesse trasmettere. "Al mondo esistono tre persone: il sadico, il voyeur e il moralista. Il primo preme senza problemi il bottone, il secondo si eccita a guardarlo, il terzo crede sia inaccettabile frullare vivo un pesce". Insomma, una provocazione vera e propria, come solo gli artisti sanno avanzarle. L'installazione ha avuto vita breve: dopo che la questione è finita in tribunale, il direttore ha deciso di rimuoverla dal proprio museo, ma le testimonianze rimangono.

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