Marito condannato a risarcire la moglie, 'costretta' a fare la casalinga per 25 anni: la cifra è mostruosa

Un marito imprenditore è stato condannato dalla legge a risarcire l'ex moglie, che per 25 anni ha lavorato come casalinga senza percepire nulla. Grazie a una sentenza a suo modo storica, la donna è stata risarcita per quel lungo periodo di lavori non retribuiti.

La figura della casalinga sta sparendo? Sicuramente, rispetto a pochi decenni fa, sono sempre di più le donne che vogliono emanciparsi, fare carriera e non dipendere da nessun uomo. La casalinga è chiaramente l'esatto opposto di tutto ciò. Nel mondo, comunque, esistono decine di migliaia di donne che non hanno un lavoro 'tradizionale' ma che trascorrono le loro giornate a tenere ordinata e pulita la casa, cucinare e prendersi cura dei figli. Una di loro ha fatto questo 'mestiere' per 25 anni, grazie al fatto che il marito fosse un ricco imprenditore.

La casalinga è una figura in estinzione? Nei paesi più ricchi, sì.
La casalinga è una figura in estinzione? Nei paesi più ricchi, sì.

La storia del loro matrimonio è la seguente: i due si sono sposati nel giugno del 1995, quando erano poco più che ventenni. Un mese dopo il matrimonio, la coppia ha firmato per la separazione dei beni. Nel documento, era scritto chiaramente che entrambi i coniugi avevano la proprietà esclusiva delle proprietà acquisite durante il matrimonio. Dal 1995 al 2020, l'uomo è diventato un affermato imprenditore in Spagna, aprendo diverse aziende, mentre alla donna è toccato fare i lavori di casa, oltre a crescere le due figlie che la coppia ha avuto negli anni successivi al matrimonio.

Il marito condannato a risarcire la moglie, casalinga per 25 anni

L'avvocato della donna, davanti al giudice, ha fatto sapere: "Lei era l'ombra di lui. Lavorava in casa in modo che lui non avesse pensieri e potesse crescere dal punto di vista personale e professionale. Per 25 anni ha pensato solo alla famiglia, prendendosi cura delle figlie, senza mai assumere una baby sitter o una domestica". Nel corso degli anni, la famiglia spagnola si è trasferita varie volte, in giro per vari comuni dell'Andalusia, per volere del marito. Il punto di rottura arriva quando l'uomo si è rifiutato di pagare la retta della scuola superiore per la figlia, all'epoca dei fatti 16enne. Per questo, nel 2020, la moglie ha chiesto il divorzio.

Per effetto della separazione dei beni, il marito ha potuto far sua la maggior parte dei beni di valore, mentre alla donna è toccata la comproprietà della casa che avevano in comune. A quel punto, non contenta degli esiti del divorzio, nel dicembre del 2020, la donna ha chiesto un risarcimento, dal momento che nel frattempo il marito era diventato proprietario di una fabbrica di olio d'oliva, auto lussuose e proprietà immobiliari. L'avvocato Maria Fuentes ha fatto sapere che un risarcimento era il minimo, dato che il marito aveva avuto la libertà di lavorare e arricchirsi, mentre lei era impegnata con i lavori domestici. Il giudice le ha dato ragione: l'uomo dovrà pagarle 25 anni di 'salario' minimo, che in euro sono 204.000€. Non solo: visto il patrimonio dell'uomo, dovrà versarle 500 euro al mese come assegno e 1000 euro alle due figlie.

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