Balto su Italia 1: è davvero lui l'eroe? La vera storia della spedizione in Alaska

Italia 1, la spedizione di Balto, l'eroico cane reso celebre dal cartone animato, è una storia vera ambientata in Alaska. Ma andò proprio tutto come nel film?

Oggi il palinsesto di Italia 1 ha previsto un cartone tratto da una storia vera che ha emozionato l'umanità: Balto. La storia del cane lupo più amato del cinema grazie al quale sono state salvate centinaia di vite è una storia vera. I due cani da slitta, Balto e Togo, hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell'Alaska e sono diventati simbolo di lealtà, coraggio e resistenza. Dietro l'impresa dei due cani da slitta c'è una realtà ancora più epica di quella raccontata nel film d'animazione. Questa missione inizia in Alaska, un luogo che immaginiamo essere freddo, estremo e circondato da vaste lande innevate. È proprio qui che due cani da slitta hanno compiuto un gesto eroico e sono diventati simbolo del Paese. L'impresa epica di cui si parla è conosciuta come corsa del siero e ha visto squadre di husky e cani da slitta correre per salvare vite umane. Anche se nel cartone animato sembra essere Balto l'unico eroe della storia, nella realtà di eroi ce ne sono stati altri al suo fianco tra cui Togo e il loro musher -colui che guida la slitta- Gunnar Kaasen. Scopriamo nel dettaglio cosa successe in quel freddo gennaio del 1925 e in cosa è consistita davvero l'impresa di Balto.

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Una scena del cartone animato Balto

Balto, contro la neve e il tempo: la vera storia del cane dell'Alaska su Italia 1

Ma qual è la vera storia di Balto e dei suoi amici e come mai la sua impresa è da considerarsi epica? Siamo in Alaska ed è un freddissimo gennaio del 1925. In una cittadina molto remota del Paese, Nome, si sta espandendo una pericolosissima epidemia di difterite. Ad essere colpiti sono soprattutto i bambini, l'unico modo per salvare la popolazione della città in Alaska sono le dosi di antitossina. Il farmaco nella città di Nome non c'è e tutte le dosi necessarie sono ad oltre 1.700 chilometri, l'unico mezzo per trasportarli? Una slitta trainata da cani. Inizia così la leggendaria corsa del siero, un viaggio disperato attraverso tempeste di neve e temperature polari, un'avventura che vede questi eroi a quattro zampe sfidare le forze della natura per portare a compimento la loro missione. L'impresa monumentale fu eseguita con una staffetta di 20 team di husky che percorsero oltre 600 miglia in condizioni estreme. Leonhard Seppala e il suo fedele Togo furono i veri eroi di questa avventura, completando la distanza più lunga e pericolosa. Togo, nonostante fosse più piccolo degli altri husky, mostrò un coraggio e una resistenza straordinari, guidando la sua squadra attraverso la tempesta per consegnare l'antitossina. Ma allora perché si parla di Balto? Il cane fu protagonista dell'ultima tappa della staffetta, quella decisiva. Insieme al suo musher Gunnar Kaasen, affrontò gli ultimi chilometri (circa 86) fino a Nome, consegnando il siero salvavita. E fu proprio questo gesto finale che lo rese famoso, trasformando il cane in un simbolo di speranza e coraggio. Ma la verità è che senza l'impresa di Togo e Seppala, la missione sarebbe fallita.

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