Giappone, a Tokyo c'è un bar che fa entrare solo persone "pessimiste": ecco perché

In Giappone, si sa, abbondano locali e negozi sui generis. Un bar a Tokyo non ha nulla di davvero speciale, se non fosse per la selezione all'ingresso: possono entrarvi solo persone pessimiste. Ecco come funziona il locale e perché il proprietario accoglie solo individui 'negativi'.

Nell'immaginario comune, una persona delusa si reca al bar con l'obiettivo di bere per dimenticare. La scienza non consiglia certo di ubriacarsi per risolvere un problema, ma milioni di persone trovano sollievo temporaneo nell'alcol. In un bar di Tokyo, vengono ammesse solo persone pessimiste e, in generale, con un'attutidine negativa nei confronti della vita. Il locale si chiama 'Mori Ouchi' e si trova in un distretto tranquillo di Tokyo, Shimokitazawa. Sui social, se ne sta parlando molto proprio per la decisione di permettere l'ingresso solo a persone pessimiste.

Quante volte un soggetto pessimista si è sentito dire: "Sorridi, che la vita è bella?". Non sempre (anzi, quasi mai) una frase del genere li rimette di buon umore. Talvolta, per far sentire meglio una persona negativa, c'è bisogno di una con la stessa mentalità, che capisca i suoi problemi e provi empatia. Il fondatore del bar Mori Ouchi, come prevedibile, è una persona poco allegra e ha aperto il bar in uno dei periodi che hanno fatto diventare tutti un po' come lui: il 2020, nei primi mesi della pandemia da Covid. "Ho sempre pensato che le persone pessimiste siano anche le più sensibili. Sento che è più facile farci del male, per cui ho creato uno spazio dedicato esclusivamente a quelli come noi", ha dichiarato.

Il bar di Tokyo che accetta solo persone pessimiste

A Sora News 24 ha dichiarato: "C'è sempre chi dice che nella vita bisogna essere positivi e che essere negativi non porta a niente. Io non sono d'accordo. Le persone pessimiste tendono a essere riservate e la riservatezza, se ci pensate, è una forma di gentilezza. Ecco perché credo sia bello avere uno spazio che li faccia sentire a loro agio". Il locale, decorato interamente da lui, ha due tipi di spazi. Uno è aperto, come qualsiasi altro bar, con tavolini e un bancone. Esistono, però, anche delle piccole stanze private dove una (o più persone) possono rifugiarsi e fare ciò che vogliono (nei limiti della legalità) senza preoccuparsi di essere osservati da sconosciuti. Qualcuno scherza: "In questo bar, il bicchiere è sempre mezzo vuoto".

Ovviamente un tocco di follia non poteva mancare per quanto concerne i prodotti venduti nel bar. I nomi dei cocktail sono delle brevissime storie tristi. Proprio così. Ne riportiamo tre, oggettivamente bizzarri. "Mio padre era una persona onesta, ma 22 anni fa è sparito all'improvviso, lasciando un biglietto con su scritto: 'I cavalli che volano sono reali'". Il secondo: "Ieri ho sepolto la bambola maledetta nella foresta sulla montagna, ma quando mi sono alzato, l'ho ritrovata nella stanza". Il terzo: "Per il mio compleanno, mia madre mi ha regalato un melone coltivato da lei in campagna. Non ho avuto il coraggio di dirle che i meloni non mi piacciono più come quando ero bambino". Non è certamente finita qui: i cocktail serviti hanno tutti un gusto molto amaro e l'abbinamento di colori non rispetta alcun canone estetico. Anzi, sono sbagliati appositamente.

Chiudiamo con una perla: nel bar in questione, un cocktail si chiama "Quella sensazione di uscire dal cinema e non poter dire che il film era orrendo".
Chiudiamo con una perla: nel bar in questione, un cocktail si chiama "Quella sensazione di uscire dal cinema e non poter dire che il film era orrendo".

LEGGI ANCHE: In Giappone esiste un bar dove ci si può far prendere a schiaffi dalle cameriere: quanto costa

Lascia un commento