Liguria, il borgo sospeso nel tempo con un solo "abitante"

La storia di questo borgo in Liguria è un racconto di silenzio e di un tempo sospeso. Un tempo vibrante di vita, questo borgo ora giace in un silenzio assordante, testimone di una storia che si è fermata tra gli anni '60 e '70.

Esplorare questo luogo è come camminare in una storia surreale, dove ogni pietra e ogni angolo vuoto narrano una storia di vita, di perdita e di resilienza. Questo borgo, abbarbicato su uno sperone roccioso vicino a Loano, ha vissuto un destino tragico. A causa di movimenti sismici, gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case, lasciando Balestrino come un borgo fantasma. L'orologio della chiesa e l'antica meridiana si sono fermati in quel periodo, simboli di un tempo che non scorre più. La natura ha lentamente reclamato il suo spazio, avvolgendo le strutture abbandonate. Tra i vicoli stretti e le strade non asfaltate, ci si può facilmente perdere nei pensieri, immaginando la vita di un tempo, con i bambini che giocavano lungo le pendenze e i contadini intenti a lavorare la terra. Le porte in legno, ormai consumate dal tempo, sembrano custodire i segreti di questo borgo ormai dimenticato.

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Nel borgo silenzioso in Liguria dove il tempo è fermo

Questo borgo fatiscente è sempre oggetto di curiosità e mistero. Dall'alto il Castello dei Del Carretto, ancora imponente e maestoso, sovrasta il borgo. Un tempo dimora dei marchesi di Balestrino, oggi è un simbolo di un passato glorioso che non c'è più. La sua presenza è un promemoria di un'eredità storica e culturale che resiste nonostante il silenzio che avvolge il borgo. L'accesso a Balestrino è oggi limitato, con grandi cancelli che ne impediscono la visita, un tentativo di proteggere ciò che resta del borgo dall'afflusso di turisti. Questa scelta ha aggiunto un ulteriore velo di mistero e fascino a Balestrino, rendendolo una meta ambita per chi cerca luoghi fuori dai sentieri battuti. Balestrino è più di un semplice borgo abbandonato. È un monumento vivente al potere della natura e alla resilienza umana. È un luogo che invita alla riflessione, un angolo nascosto del mondo dove il tempo sembra essersi fermato, lasciandoci a riflettere sulla transitorietà della vita e la persistenza della memoria. Chi è l'unico abitante del borgo? Come in ogni storia misteriosa che si rispetti c'è sempre più di una leggenda legata a un determinato luogo. Secondo quel che si narra il borgo è abitato da un fantasma, quello di Giuseppe Coscie. Si narra che l'abitante del villaggio o meglio la sua anima vaghi ancora lì e beva vino da botti chiuse. Non un fantasma che incute terrore, ma comunque uno spirito che anima le voci sul borgo in Liguria.

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