"Sono stato in carcere a Dubai, in una cella infestata dai topi: non fate il mio stesso errore"

Un ex politico di nazionalità inglese è stato in carcere a Dubai. A suo dire, è stata l'esperienza più brutta della sua vita: la cella era piena di topi, mentre i poliziotti si divertivano a "torturarlo". Ecco cos'è successo e - soprattutto - com'è finito dietro le sbarre. 

Dubai, per molti, è un paradiso terrestre. Almeno questa è l'impressione superficiale che si ha guardando i suoi palazzi altissimi di vetro, le spiagge e le strade pulitissime, frequentate da persone ben vestite e a bordo di auto di lusso. Per non parlare dei centri commerciali, di enormi dimensioni e con attrezzature folli, come ad esempio le piste da sci in una zona desertica. Gli enormi investimenti fatti negli anni '80 e '90, uniti alle agevolazioni fiscali, hanno attratto decine di migliaia di persone da altri paesi, tra ricchi imprenditori e lavoratori in cerca di uno stipendio dignitoso.

Tuttavia, Dubai non è affatto il paradiso. Almeno per chi è abituato allo stile di vita occidentale, non mancano le criticità. Le donne, per strada, non possono indossare vestiti che rivelano troppo del loro fisico. L'alcool non è facilmente reperibile. I gesti d'affetto tra coppie sono mal visti e potrebbero perfino costare un "richiamo ufficiale" da parte dei poliziotti. Le unioni omosessuali sono letteralmente illegali. Un altro lato oscuro di Dubai sono le sue carceri. Non che nel resto del mondo siano paragonabili a stanze d'albergo extra lusso, ma secondo chi c'è stato, rimanerci è un'esperienza terribile. A parlarne, di recente, è stato un politico inglese, Adam Brown, in passato consigliere per il partito britannico 'UKIP'.

"Sono stato in carcere a Dubai: è stata un'esperienza terribile"

Partiamo da un presupposto: tutto è nato per un suo grave errore. L'uomo è stato arrestato perché trovato in possesso di un grammo di cocaina. Come se non bastasse, dopo una perquisizione a casa, gli agenti hanno scoperto "scatole intere" piene di droga. "Una sera sono uscito con una donna che conoscevo. La polizia mi ha fermato e mi ha trovato un grammo di cocaina. Credevano ne avessi di più, per cui siamo andati nell'appartamento che ho in affitto e hanno perquisito da cima a fondo. Una persona che ospito aveva nascosto chili di cocaina in alcuni scatoli. Non erano miei. Volevano perquisire una cassaforte, ma gli ho detto che non conoscevo il codice perché non è mia".

Adam Brown è stato in carcere a Dubai per il possesso di una modica quantità di cocaina.
Adam Brown è stato in carcere a Dubai per il possesso di una modica quantità di cocaina.

I poliziotti emiratini, però, non hanno reagito bene: "Mi hanno ammanettato e subito dopo ho ricevuto un pugno violentissimo sulla mandibola. Quando ho ripetuto che non conoscevo il codice, mi hanno colpito con il taser. Infine mi hanno portato il bagno e mi hanno messo la testa nel water, scaricando più volte". Dopo che il coinquilino è tornato a casa, ha rivelato il codice della cassaforte, che conteneva altra cocaina. Qualche ora più tardi, sia lui che il presunto coinquilino sono stati condotti nel carcere di Al-Barsha. "Un posto orrendo, c'erano topi e scarafaggi ovunque". Non a caso, sia l'ONU che Amnesty International hanno criticato gli Emirati Arabi Uniti per le presunte violazioni dei diritti umani e delle condizioni orrende delle carceri. Ora Adam Brown è libero: per la legge degli Emirati, la cocaina apparteneva al presunto "amico". Tuttavia, dopo le ore passate in carcere, ha consigliato di non fare uso di stupefacenti (di alcun tipo) a Dubai.

LEGGI ANCHE: "Sono un milionario di Dubai: mia moglie deve rispettare queste regole per stare con me"

Lascia un commento