Forze dell'Ordine, offendere un agente non è sempre reato: quali elementi servono

Offendere o rivolgere epiteti ingiuriosi a un poliziotto, a un carabiniere o a un altro agente delle Forze dell'Ordine non è sempre reato: servono, infatti, degli elementi precisi perché si possa effettivamente configurare il reato di oltraggio al pubblico ufficiale. Ecco di cosa si tratta.

L'articolo numero 341 bis del Codice Penale italiano disciplina il reato di oltraggio al Pubblico Ufficiale. Per parlare di questo reato, bisogna prima di tutto capire cos'è un Pubblico Ufficiale. Per capirlo, c'è l'articolo 357 dello stesso Codice: secondo questo articolo, è un Pubblico Ufficiale chi esercita una funzione legislativa, giudiziaria oppure amministrativa. 'Pubblico Ufficiale' non è, pertanto, un sinonimo di Forze dell'Ordine: anche i piloti di nave possono essere pubblici ufficiali, così come i consulenti tecnici, i notai, i testimoni di un processo, limitatamente a quel processo, e anche i magistrati e i vigili del fuoco.

Le forze armate italiane e le forze di polizia italiane, comunque, sono Pubblici Ufficiali, perché possono svolgere la funzione giudiziaria e di controllo. L'articolo 341 bis, dunque, si riferisce a un'ampia varietà di persone. Esso prevede che chiunque offenda l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale, mentre quest'ultimo compie un atto d'ufficio, oppure a causa o nell'esercizio delle sue funzioni, è punito con la reclusione. La pena va dai sei mesi ai tre anni, e può essere aumentata qualora l'offesa consista nell'attribuzione di un fatto determinato, qualora questa non sia vera.

Offendere o dire una parolaccia a un agente delle Forze dell'Ordine: ecco quando è veramente reato

Ciò non significa, però, che offendere un poliziotto, o un agente di altre Forze armate, sia sempre un reato. Prima di tutto, come si legge nell'articolo, l'offesa deve riguardare l'esercizio delle sue funzioni, oppure deve essere fatta a causa dell'esercizio delle funzioni, o nel momento in cui l'agente è in divisa e sta compiendo un atto d'ufficio. Ci sono, poi, degli altri elementi da considerare. A parlarne è stato Angelo Greco, noto avvocato italiano e direttore della pagina La Legge per Tutti.

@angelogrecoofficial

Offendere un poliziotto dirgli una parolaccia non è reato. Per l’oltraggio al pubblico ufficiale sono necessarie due persone oltre a voi due #offese#polizia#oltraggioapubblicoufficiale#poliziotto

♬ suono originale - Angelo Greco

Secondo quanto spiegato da Greco, per l'oltraggio al Pubblico Ufficiale è necessario che, a parte l'autore dell'offesa e l'agente, ci siano due persone nei paraggi, che possano testimoniare che l'offesa è avvenuta. Non è sufficiente, a questo punto, il solo agente e collega del poliziotto offeso. Si potrebbe, al massimo, commettere un'ingiuria: questa, però, non è un reato, ma un illecito civile, e prevede il pagamento di una sanzione che può arrivare, nel peggiore dei casi, a 12.000 euro. In ogni caso, però, raccomandiamo ai lettori di non offendere e insultare mai le persone che stanno compiendo il proprio lavoro, a maggior ragione se Pubblici Ufficiali.

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La bilancia è il simbolo della Giustizia. (Immagine realizzata mediante l'Intelligenza Artificiale).

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