Califano, è bufera sul film Rai con Leo Gassmann: "Più che deludente: ecco cosa lo rende brutto"

Il film "Califano", andato in onda ieri sera su Rai 1, ha portato gli spettatori in un viaggio travolgente attraverso la vita di uno dei personaggi più controversi e amati della musica italiana: Franco Califano. Diretto con maestria da Alessandro Angelini e tratto dal libro "Senza manette" di Franco Califano e Pierluigi Diaco, la pellicola ha suscitato un ampio dibattito tra gli spettatori.

L'inizio del film Califano ci porta al 1984. In quest'anno, al teatro Parioli di Roma, Franco Califano si prepara per una delle serate più importanti della sua vita. Tuttavia, il destino gli riserva un colpo di scena inaspettato. Viene arrestato proprio prima di salire sul palco. Da qui, il racconto si tuffa nei ricordi e negli inizi della vita di Califano, partendo dall'anno 1961. All'epoca, l'artista vive a Roma con la madre e il fratello, coltivando la sua passione per la scrittura.

Ma la vita di Califano è costellata di alti e bassi, passando dal matrimonio con Rita Di Tommaso, da cui nasce Silvia, al trasferimento a Milano nel 1963, ospite di Edoardo Vianello. È qui che inizia a farsi strada nel mondo della musica, collaborando con artisti di spicco dell'epoca. Gli anni successivi sono segnati da alti e bassi, sia personali che professionali. Nel 1971, Franco si trova alle prese con il suo primo album da solista, ma anche con l'ombra della Procura che incombe su di lui per un presunto coinvolgimento nel traffico di droga.

Nonostante le difficoltà e gli ostacoli, la sua carriera artistica continua a crescere, culminando nel successo di brani come "Minuetto", scritto per Mia Martini nel 1973, e nell'uscita dell'album "Tutto il resto è noia" nel 1976, che venderà oltre un milione di copie. Ma è il 1984 a segnare un punto di svolta nella vita di Califano. L'incontro con un uomo legato a Raffaele Cutolo lo porta ad essere coinvolto in un'indagine per spaccio di droga, culminando con il suo arresto al teatro Parioli di Roma. Una storia interessante, quella del film, eppure qualcuno potrebbe aver avuto qualcosa da ridire...

Califano, cosa non ha funzionato nel film Rai con Leo Gassmann: i commenti su Twitter/X

Nella pellicola, l'evento del 1984 segna la fine di un'era per Califano e lascia una traccia negativa indelebile sulla sua vita e sulla sua carriera. Il film ha suscitato, tuttavia, pareri contrastanti tra gli spettatori. Alcuni hanno elogiato l'interpretazione di Leo Gassmann - figlio di Alessandro e nipote di Vittorio, al suo esordio cinematografico. La sua voce, insieme a un talento attoriale fino ad ora mai espresso, ha reso la pellicola molto godibile. Per molti nel ruolo di Franco Califano ha brillato. Ma allora cos'è che non ha funzionato nella produzione?

Califano

Ebbene, diversi spettatori sembrerebbero aver criticato aspramente la sceneggiatura, definendola confusionaria e poco valorizzante. I commenti su Twitter riflettono questa varietà di opinioni, con alcuni spettatori che hanno apprezzato l'interpretazione degli attori ma hanno trovato la narrazione troppo veloce e frammentata, manchevole di alcuni pezzi importanti (come i flirt del protagonista con Marina Occhiena o Patrizia De Blank) e, in definitiva, brutta. In realtà però, "Califano" offre uno sguardo intenso e coinvolgente sulla vita di uno dei personaggi più iconici della musica italiana. La sua realizzazione lascia spazio a un dibattito aperto sulla sua riuscita complessiva? Sì, come ogni altra produzione, d'altro canto.

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