Cucina a induzione: quanti soldi si risparmiano utilizzandola? Cosa dice la fisica

Conviene davvero utilizzare la cucina con piano cottura a induzione, o non si risparmiano tanti soldi, rispetto ai classici fornelli a gas? Scoprite cosa dice la fisica, leggendo questo articolo.

I fornelli a gas sono stati, per decine di anni, quelli più usati in cucina. Ancora adesso, si trovano in moltissime case italiane. Con questo tipo di piano cottura, le pentole e le padelle vengono riscaldate a attraverso un'emissione di gas, e l'utilizzo della fiamma. L'utilizzo dei classici fornelli a gas, naturalmente, consuma gas, che poi le famiglie devono pagare a fine mese. Già da diversi anni, però, si sta diffondendo un altro tipo di piano cottura.

Parliamo del piano cottura a induzione. In questo caso, non vi è l'emissione di gas, ma c'è una piastra elettrica che si riscalda, e riscalda cosa si mette sopra. Questa piastra può essere regolata in maniera più precisa, rispetto al fornello a gas, e molti di questi piani cottura si spengono automaticamente, nel momento in cui non c'è più niente sopra. In questo modo, si evita il rischio di 'lasciare il gas acceso', e si può essere molto più sicuri. Ma con la cucina a induzione si risparmia anche?

Cucina a induzione: si risparmiano soldi se la si utilizza?

Il professore e fisico Vincenzo Schettini, noto per la sua pagina @lafisicachecipiace, ha rivelato se si risparmia veramente, spiegando come funziona il piano cottura a induzione, da un punto di vista fisico. Attraverso la fisica, infatti, si può capire se la cucina a induzione è davvero un investimento per risparmiare. Prima di tutto, Schettini ha spiegato che, a differenza dei fuochi, che cuociono per conduzione, questo tipo di piastra si basa sull'induzione elettromagnetica. Praticamente, all'interno di alcune bobine, poste al di sotto del piano cottura, c'è della corrente elettrica alternata, che produce un campo magnetico variabile nel tempo. Il campo magnetico genera la corrente elettrica, che viene indotta sul fondo della pentola. La fisica, a questo punto, spiega che una parte dell'energia elettrica si trasforma in energia termica, che produce calore e cuoce i nostri cibi.

Schettini aggiunge, però, che la pentola deve essere di materiale ferroso: solo questo tipo di pentola è adatta alla piastra a induzione. Per capire se è ferrosa, basta utilizzare una calamita: se rimane bene attaccata al fondo, allora la pentola o la padella sarà ferrosa. Schettini ha specificato che, con un rendimento del 90%, i piani cottura a induzione sono estremamente efficienti. Nella cottura tradizionale, la fiamma non sta nei bordi e, dunque, il calore viene disperso nell'ambiente.

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Una piastra per la cottura a induzione. (Immagine realizzata mediante l'Intelligenza Artificiale).

Ciò non accade con una piastra a induzione efficiente: ciò significa, dunque, che il tempo di cottura è più breve. Impiegando meno tempo, si produce meno energia e, dunque, si risparmia. In generale, dunque, si risparmia. C'è da dire, però, che, se abbiamo un piano di cottura grande, e utilizziamo tutte le piastre, potremmo superare il consumo di corrente elettrica di 3 kilowatt e, dunque, non risparmiare per nulla. Dobbiamo, dunque, fare attenzione a non cuocere troppi cibi contemporaneamente e, comunque, a non sprecare inutilmente la sua potenza.

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