Supermercati, attenzione all'arrotondamento del prezzo sullo scontrino: ecco quando è legittimo

L'arrotondamento del prezzo sullo scontrino rilasciato dai supermercati, sia per difetto che per eccesso, non è illegittimo. Segue, però, delle regole: ecco di cosa si tratta.

Un parte importante della spesa mensile delle famiglie italiane, solitamente, riguarda i soldi spesi al supermercato. Al supermercato, infatti, si possono trovare tutti i generi alimentari utili al sostentamento, e anche molto di più: più grandi sono i supermercati, infatti, e più è facile trovare anche articoli differenti dal cibo. Dai detersivi per pavimenti e piatti, ai piatti stessi; dallo shampoo all'ammorbidente per la lavatrice. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno nella vita quotidiana, insomma, può essere trovato in questi luoghi.

In alcuni casi, può capitare che il prezzo da pagare sia arrotondato. L'arrotondamento può avvenire sia per eccesso che per difetto: l'arrotondamento per eccesso prevede che il cliente spenda di più del prezzo effettivo, mentre quello per difetto fa spendere di meno al cliente. Ma è legale arrotondare il prezzo della spesa, oppure non è giusto? Un noto esperto di tutela dei consumatori ne ha parlato in un recente video realizzato per la sua pagina social.

Supermercati: l'arrotondamento sul prezzo dello scontrino è legittimo. Ecco in quali casi

La persona in questione è Massimiliano Dona. Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori ha analizzato lo scontrino di un supermercato, nel quale era correttamente specificato che, nonostante il prezzo dei prodotti acquistati fosse di 4 euro e 69 centesimi, quest'ultimo era stato arrotondato a 4 euro e 70. Quando tale arrotondamento è specificato, dunque, e quindi trasparente, può essere legittimo farlo. Il pagamento, però, deve essere effettuato integralmente in contanti, e l'arrotondamento deve essere effettuato, per difetto o per eccesso, obbligatoriamente al multiplo di cinque più vicino. Il numero 69 è, sicuramente, più vicino a 70 che a 65: è per questo motivo, dunque, che l'arrotondamento è stato effettuato ad eccesso. Se il prezzo fosse stato di 4 euro e 66, dunque, l'arrotondamento sarebbe stato per difetto perché 65 è più vicino a 66, rispetto al numero 70.

Il motivo di tutto ciò è molto semplice: il decreto legge n°50 del 2017 ha sospeso il conio delle monete da 1 e 2 centesimi, a partire dal primo gennaio 2018. Ciò significa che queste monete non vengono più prodotte e, dunque, che queste potrebbero non essere nelle casse dei supermercati. E, data l'impossibilità di dare il resto di uno o due centesimi, si prevede questa legge, al fine di evitare problemi con il resto. Ciò non vieta, però, ai consumatori di pagare con le monetine da uno e due centesimi: Dona ha specificato, infatti, che i venditori non possono rifiutare il pagamento con queste monetine, per quanto esse non vengano più coniate.

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La cassa in un supermercato. (Immagine realizzata mediante l'Intelligenza Artificiale).

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