Striscia, uomo disabile resa chiuso fuori da casa sua: Chiara Squaglia racconta un caso sconcertante

Per la puntata più recente di Striscia la Notizia, Chiara Squaglia ha raccontato un caso davvero davvero triste: quello di Stefano, uomo disabile che è stato 'chiuso fuori da casa sua'. Quello che è successo è incredibile.

La storia che Chiara Squaglia, inviata di Striscia la Notizia, ha raccontato nel corso del servizio realizzato per la puntata più recente del tg satirico ideato da Antonio Ricci è davvero triste e sconvolgente. L'inviata del programma di Canale 5 ha, infatti, parlato di Stefano, un uomo disabile che, come detto da Squaglia, 'è stato chiuso fuori da casa sua'. Stefano è rimasto invalido, a causa di un incidente avvenuto nel 1994, a Capodanno.

Da cinque anni, poi, Stefano non può rientrare in casa sua. Mario, il fratello e tutore di Stefano, ha rivelato che suo fratello alternava la riabilitazione con la permanenza a casa sua, dove vivevano anche lui e la madre, insieme al compagno della madre. "Da quando mia mamma è morta, nel 2019, il compagno di mia mamma, che abita in casa nostra, diciamo, a seguito di un furto in casa, ha deciso di cambiare le chiavi della serratura. E da lì non siamo più riusciti a entrare in casa", ha rivelato il fratello di Stefano, Mario. Dalla fine del 2022, inoltre, il Comune di Firenze ha revocato la residenza a Stefano, presso la sua stessa casa.

Striscia la Notizia, un uomo disabile resta chiuso fuori da casa sua: il servizio di Chiara Squaglia

In seguito a una segnalazione e a degli accertamenti è stato, in effetti, verificato che Stefano non vivesse più dove aveva la residenza. E, dunque, questa gli è stata revocata. Mario, però, ha spiegato che, da una parte, Stefano non può più entrare in casa sua, a seguito di ciò che abbiamo appena detto. E, poi, è in un centro di riabilitazione, dove trascorre gran parte della sua vita. Alla perdita della residenza, si è aggiunta anche la perdita della pensione di invalidità, 'sospesa perché lui risulta introvabile'. "Allora la retta che paghiamo per il centro di riabilitazione, che normalmente dovrebbe essere sostenuto dall'accompagnamento, da tredici mesi, la sto pagando io", ha detto Mario.

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Il decreto di nomina di tutore a interdetto, con sentenza del 5 dicembre 1994. (Fonte: Striscia la Notizia - Canale 5 - Mediaset).

Tutto questo, secondo quanto spiegato da Squaglia, sarebbe avvenuto senza che il fratello di Stefano, che è il suo tutore da ben trent'anni, venisse interpellato da alcuna istituzione. L'avvocato Edno Gargano ha, però, spiegato che: "le comunicazioni per la cancellazione della residenza sono notifiche amministrative. E, dunque, le notifiche andranno fatte sia al tutore che all'interdetto, altrimenti ci sarà la nullità assoluta dell'atto notificato".

Le richieste al Comune di Firenze

L'inviata ha spiegato di aver cercato di contattare il compagno della madre di Stefano e Mario, e ha parlato con le figlie. Queste ultime hanno spiegato di aver consegnato le nuove chiavi a Mario. La cosa, però, sarebbe stata smentita anche da un testimone, che all'epoca era un Carabiniere. Pertanto, Mario ha chiesto alle istituzioni che venga restituita 'la dignità dell'abitazione' al fratello, e di riavere le chiavi dell'appartamento.

"E poi, rivorrei, se non vi dispiace, la pensione di invalidità", ha concluso Mario. Chiara ha inoltrato le richieste al Comune di Firenze. Il Comune ha risposto che la 'cancellazione dall'Anagrafe è stata un atto obbligatorio in base alle disposizioni di legge'. Attendiamo aggiornamenti.

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