Le Iene, imprenditore viene considerato un narcotrafficante per un'intercettazione interpretata male: l'agghiacciante servizio di Giulio Golia

Coppia di imprenditori perde tutto a causa di un'intercettazione telefonica interpretata male: il servizio di Giulio Golia, inviato de Le Iene, è incredibile.

La storia raccontata da Giulio Golia, noto inviato de Le Iene, nella puntata trasmessa ieri sera ha dell'incredibile. Golia ha, infatti, intervistato una coppia di imprenditori, Romeo e Anna, che circa vent'anni fa hanno perso tutti i soldi, per un patrimonio di circa 120 milioni di euro, a causa di un'intercettazione telefonica male interpretata. Lui, Romeo, che ha ora 76 anni, è stato addirittura accusato di essere un trafficante internazionale di droga. Ma andiamo con calma: se, adesso, la coppia abita in un monolocale nella provincia di Piacenza, anni fa girava il mondo senza badare a spese.

Questo perché Romeo aveva investito sugli elicotteri, ed era riuscito, con la moglie, a creare un'autentica fortuna. Il suo business, che era attivo anche negli anni Novanta, non si limitava solo agli elicotteri, ma toccava molti più campi: dalla produzione di droni ai carri armati, dal tabacco, fino all'edilizia. "Insomma, Romeo aveva un vero e proprio impero, e sedi in tutto il mondo. Tanti soldi", ha spiegato Golia. Uno stipendio annuale di circa 800.000 dollari, che ha permesso loro di vivere una vita decisamente agiata. Grazie a questa impresa, Romeo ha conosciuto numerosi capi di Stato e figure importantissime della società internazionale. Tutto, però, è finito a causa di una telefonata.

Le Iene: il servizio di Giulio Golia sulla coppia vittima di un errore giudiziario

Proprio perché avevano molte conoscenze, Romeo e Anna hanno conosciuto anche persone molto particolari. In ogni caso, a un certo punto, la coppia ha deciso di aprire una nuova impresa in Venezuela. "Negli anni, in Venezuela, Romeo mette in piedi un progetto molto ambizioso: una cava di granito tra le più grandi del mondo", ha spiegato Golia. Un giacimento di granito della grandezza di 120 chilometri, insomma. Nella sua società, avrebbero investito milioni e milioni di dollari, tanto imponente era questo giacimento. Nell'agosto del 2000, iniziarono i preparativi per il primo trasporto di blocchi di granito dal Venezuela all'Europa. Ed è proprio in quel periodo, che arrivò l'intercettazione telefonica.

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Il campo da basket pieno di cocaina. (Fonte: Le Iene - Mediaset - Italia 1).

"Avevo un amico, Lemos, uno dei più grossi armatori greci, e dico: 'Senti, non puoi cambiare la tua rotta, e venire da me?'", ha raccontato Romeo. Il giorno in cui il granito sarebbe dovuto partire, Romeo ha fatto una telefonata alla segretaria, dicendole le seguenti parole: "Prendi tutta la roba, mettila tutta sul posto, e lascia partire la nave immediatamente, in giornata". La roba di cui parlava Romeo era, ovviamente, il granito, ma le Forze dell'Ordine italiane, che avevano intercettato questa telefonata, l'hanno interpretata male, e hanno pensato fossero 1200 tonnellate di cocaina. Praticamente un campo da basket pieno zeppo di cocaina. Ed è per questo che Romeo ha perso tutto.

Le conseguenze dell'interpretazione sbagliata

A causa dell'interpretazione sbagliata, Romeo è stato accusato di organizzare i trasporti via mare della sostanza stupefacente, dall'America latina al Salento. Per questo motivo, Romeo fu arrestato a Lecce. È stato addirittura messo nel carcere di massima sicurezza, in condizioni assolutamente non facili. Dopo 193 giorni di carcere, per fortuna, Romeo è stato rilasciato. "Quando non sei colpevole, via avanti. È quello spirito che mi ha fatto andare avanti", ha detto Romeo. Nonostante fosse uscito dal carcere, però, l'accusa restò, e tale accusa li ha marchiati per venti lunghi anni, i venti anni di processo. Anna ha addirittura raccontato di non aver visto i nipoti, perché i figli non si fidavano di loro.

"Tutte le loro attività, poi, sono state ormai compromesse", ha detto Golia. Da un patrimonio di circa 125 milioni di dollari, Romeo e Anna hanno perso tutti i soldi, e anche i loro amici. "Con quell'accusa così grave, chi è che ti presta i soldi? E con quale faccia vai dagli amici con quell'accusa?", ha chiesto Anna. Il processo, intanto, è andato avanti e, finalmente, dopo vent'anni è arrivata la sentenza: assolto per non aver commesso il fatto. Lo Stato italiano ha riconosciuto a Romeo, per i 193 giorni di ingiusta detenzione, un risarcimento di 45.000 euro. Per quanto possano sembrare pochi, rispetto a quanto hanno perso, per Anna sono vitali. "Non abbiamo da mangiare, io non ho potuto farmi l'operazione alla cataratta agli occhi, perché non ho i soldi per comprarmi le gocce", ha detto Anna.

"Noi non possiamo mettere la mano sul fuoco sul passato di Romeo e sulle sue amicizie importanti, ma quello di cui siamo sicuri è che ha scontato una pena che non doveva scontare, e che per questo deve ricevere dallo Stato italiano, 45.000 euro. Nel frattempo, amici di Romeo, se vi avanza qualche dollaro, e diamo una mano a un vecchio amico!", ha concluso Golia.

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