Trascorre 30 anni in carcere (ingiustamente), la prima cosa che fa appena uscito ti sorprenderà

Un uomo ha trascorso 30 anni in carcere per un crimine che non ha mai commesso. All'uscita dalla casa circondarale, in quelli che sono i suoi primi attimi di libertà, ha fatto una richiesta semplice alle persone che erano con lui.

Trascorrere trent'anni in carcere, con il timore di subire un'esecuzione, è letteralmente un incubo ad occhi aperti. Daniel Gwynn, un uomo di 54 anni, può dire di averlo vissuto. Incredibilmente, a trent'anni di distanza da un omicidio che non ha commesso, è uscito di carcere. Si trovava nel cosiddetto "braccio della morte" dal 1994. L'uomo è stato ingiustamente accusato di aver appiccato un incendio nel quale ha perso la vita una donna di nome Marsha Smith. Gwynn non si è mai professato colpevole davanti ai giudici, rinunciando quindi alle attenuanti previste dalla legge.

Convinto della propria innocenza, ha dovuto ascoltare anche la propria condanna all'iniezione letale, che per fortuna non è mai avvenuta. Lo scorso febbraio, il Dipartimento di Giustizia ha scoperto che Gwynn non aveva mai commesso quel reato trent'anni orsono e che, quindi, poteva (e doveva) uscire dal carcere. Poche ore fa, accompagnato dai suoi avvocati, è stato intercettato dai giornalisti delle tv locali. Alla domanda su quale sarebbe stata la prima cosa che avrebbe fatto da uomo libero, ha dato una risposta di una semplicità quasi commovente: "Essere fuori dal carcere è una bella sensazione. Ora vado a casa e mi godo una bella cena con la mia famiglia".

L'uomo che ha trascorso 30 anni in carcere da innocente

Come racconta alla stampa il suo avvocato Karl Schwartz: "Daniel ha mangiato pollo con suo fratello, i suoi cugini, sua zia e altri familiari", soddisfando la curiosità di chi voleva esattamente cosa avesse consumato. "Il mio cliente è una persona molto riflessiva, altruista ed è anche un artista talentuoso. Ha mantenuto una forte luce di ottimismo in questi trent'anni, anche quando non c'era affatto da essere ottimisti". Come spiega il giurista, l'uomo ha imparato a dipingere nelle tre decadi trascorse dietro le sbarre. Oggi collabora con una non-profit, Art for Justice, e ha un profilo sul sito sopracitato. L'esperienza del carcere la descrive così: "Trovarsi intrappolato in una scatola, con i giorni che scorrono via, le mura che si chiudono come un compattatore di immondizia che distrugge tutte le speranze, i sogni e la vita".

Daniel, in una foto del 2019, in cui spiega che l'arte l'ha aiutato a sopportare meglio i 30 anni di carcere
Daniel, in una foto del 2019. L'uomo ha raccontato che l'arte l'ha aiutato a non perdere il senno durante i 30 anni di carcere

Parlando della sua esperienza per la non-profit, l'uomo ha dichiarato: "È stata essenziale per sopravvivere. Ho avuto la possbilità di parlare dell'ingiustizia che mi stava capitando e del dolore che provavo". Larry Krasner, District Attorney, parlando della sua scarcerazione, ha dichiarato: "Daniel Gwynn è con ogni probabilità un uomo innocente. La sua scarcerazione dimostra che ci troviamo in un'era di indagini spesso inesatte e talvolta perfino corrotte, che hanno contribuito a minare la fiducia della comunità verso le forze di polizia". ADA Napiorski, che ha indagato ulteriormente sull'omicidio di Marsha Smith e permesso di liberare l'uomo dopo trent'anni di carceere ha aggiunto: "Ci scusiamo con i parenti della signora Smith. Nel 1994 è stata negata loro giustizia e oggi per loro la ferita si riapre".

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