"Faccio un lavoro che nessuno vuole insieme a mia madre: non è per tutti, ma guadagniamo bene"

Una ragazza di 26 anni ha parlato del suo lavoro "che nessuno vuole fare", per di più svolto insieme a sua madre. La giovane riconosce che "non è per tutti", ma ammette di guadagnare bene.

Tu che stai leggendo, lavoreresti con tua madre? Chi ha un'attività commerciale di famiglia si sarà sicuramente ritrovato più volte a condividere le ore lavorative con un genitore. Chi fa un lavoro d'ufficio per il settore pubblico o privato, forse, non si troverebbe a proprio agio con sua madre a poche scrivanie di distanza. Quello della 26enne Chloe Ellwood, svolto insieme alla madre Sharon, può essere considerato un lavoro d'ufficio, sebbene diverso da molti altri. Le due sono dipendenti di un'impresa funebre e, dunque, possono essere considerate organizzatrici di funerali.

Madre e figlia fanno lo stesso lavoro: organizzatrici di funerali.
Madre e figlia fanno lo stesso lavoro: organizzatrici di funerali.

Sharon, che oggi ha 50 anni, lavora da quasi un anno insieme alla figlia per la Co-op Funeral Service Crew, agenzia di Bispham, nella contea inglese del Lancashire. I colleghi le descrivono come "una cosa sola", visto che tra le due c'è un'innegabile alchimia. La 50enne, nel tipico humour britannico, ha dichiarato: "Ho sempre lavorato nel sociale, fornivo assistenza agli anziani. Nel 2019 sono passata allo stadio successivo". Sua figlia Chloe l'ha raggiunta nella primavera del 2023. La 26enne veniva da un'esperienza lavorativa totalmente diversa: "Lavoravo presso una clinica veterinaria. Ho trovato l'opportunità di lavorare nel settore dei funerali e l'ho colta subito. Inizialmente non l'ho detto a mia madre".

Madre e figlia accomunate da un particolare lavoro

"Avere un lavoro gratificante, anche dal punto di vista economico, è una priorità per me. Vedevo mia madre che ogni giorno assisteva famiglie nel momento dell'ultimo saluto ai propri cari e pensavo che fosse davvero soddisfacente. Ho aiutato a organizzare il funerale di mia nonna e ho provato in prima persona la sensazione di devozione che si prova facendo qualcosa per una persona deceduta". La 26enne ammette: "A mia madre l'ho detto solo dopo aver firmato il contratto. Volevo dimostrare che per me è un impegno serio e non volevo usare scorciatoie solo perché lei che già svolge questo lavoro. Quando l'ha saputo, è stata felicissima".

La 50enne conferma: "È l'aggiunta che serviva al team. Per fare questo lavoro bisogna essere pazienti e compassionevoli, che è la descrizione perfetta di mia figlia Chloe", ha dichiarato la donna, come riporta The Sun. La giovane ammette: "Quando siamo al lavoro la chiamo Chloe e non mamma. Alcune famiglie si accorgono dell'affiatamento e dicono che sembriamo parenti. Quando diciamo che è così, sono ancora più felici, perché il legame si rafforza". Sharon conclude: "Mia figlia mi assomiglia molto caratterialmente. Non è una che perde tempo ed è professionale in tutto. Quasi nessuno vuole lavorare per un'impresa funebre, lo so bene. Io e Chloe lo troviamo gratificante e lavorare insieme ci ha avvicinate ancor di più".

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