Medici di famiglia, ne mancano più di 3.100 in tutta Italia. Cartabellotta (GIMBE): "Diminuiranno ancora: ecco perché"

I medici di famiglia in Italia sono sempre di meno, e rischiano di diminuire in maniera sempre più radicale nei prossimi anni: a lanciare l'allarme sono stati la Fondazione GIMBE e il suo presidente, Nino Cartabellotta. Ecco tutti i dettagli.

Tutti i cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale hanno diritto a un medico di famiglia, e cioè a un medico di medicina generale: lo specifica in maniera chiara il Ministero della Salute, che sottolinea anche come i cittadini debbano scegliere il loro medico di famiglia dall'elenco dei medici convenzionati, che si trova negli uffici ASL. Allo stesso modo, è specificato che il numero massimo di assistiti che un medico di famiglia può avere è di 1.500, o al massimo, in alcuni casi, di 1.800. Il limite arriva anche a 2.000, in caso di deroghe locali o motivi particolari. Va da sé che, nel caso in cui gli assistiti per medico di famiglia siano più di 1.500, risulta decisamente più difficile garantire un servizio di qualità all'assistito.

Secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, per l'anno 2022, su un totale di 39.366 medici di medicina generale, il 47,7% di questi ultimi aveva un numero maggiore a 1.500 assistiti. Il sovraccarico di assistiti, secondo quanto spiegato dal presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, porta alla riduzione della disponibilità oraria per cliente, e accende una spia rossa su tre elementi, e cioè: "la reale disponibilità di Medici di Medicina Generale in relazione alla densità abitativa, la distribuzione omogenea e capillare sul territorio e la possibilità per i cittadini di esercitare il diritto della libera scelta". Con l'obiettivo di capire meglio il fenomeno, la Fondazione GIMBE ha provato a stimare la carenza attuale e futura dei Medici di Medicina Generale nel nostro Paese.

Medici di famiglia: in Italia ne mancano più di 3.000, e la situazione è destinata a peggiorare

In un comunicato stampa, pubblicato oggi dalla Fondazione GIMBE, è stato sottolineato come, per effettuare tali analisi, siano state incontrate importanti difficoltà, caratterizzate dalla presenza di 21 accordi regionali diversi, che introducono importanti variabilità nella distribuzione degli assistiti in carico ai medici di famiglia. Inevitabilmente, queste difficoltà hanno portato a sottostimare o a sovrastimare il fabbisogno reale di ciascuna regione. In ogni caso, comunque, sono stati pubblicati diversi dati decisamente interessanti, che meritano di essere discussi. Prima di tutto, secondo l'analisi della Fondazione GIMBE, al primo gennaio del 2023 si stima una carenza di 3.114 medici di medicina generale in Italia. La stima è stata effettuata basandosi sulle rilevazioni della Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati (SISAC) al primo gennaio 2023, che sono più recenti di quelle del Ministero della Salute, aggiornate, invece, al 2022.

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Il numero di medici di famiglia mancanti per ogni regione italiana. Dati al primo gennaio 2023. (Fonte: Comunicato Fondazione GIMBE).

Secondo tali dati, 37.860 medici di famiglia avevano in carico più di 51,2 milioni di assistiti, con una media di 1.353 assistiti per medici di medicina generale. Considerando che il rapporto ritenuto accettabile è di un medico di medicina generale ogni 1.250 assistiti, che è il valore medio tra il massimale di 1.500 e l’attuale rapporto ottimale di 1.000, la carenza di medici di famiglia è stimata, per l'appunto, a 3.114. Come si vede nell'immagine qui sopra, riportata dalla Fondazione GIMBE, le situazioni più critiche si trovano nelle regioni del Nord, con la Lombardia in prima posizione. Tra le regioni del Sud Italia, la Campania è prima, con 381 medici di famiglia in meno. In futuro, secondo la Fondazione GIMBE, la situazione è destinata a peggiorare.

La riduzione futura maggiore sarà nelle regioni del Sud Italia

La Fondazione GIMBE ha stimato che, nel 2026, il numero dei Medici di Medicina Generale potrebbe diminuire di 135 unità rispetto al 2022. Per realizzare questa stima, GIMBE ha considerato, da una parte, i pensionamenti attesi per superamento del limite ordinario di 70 anni, e, dall'altra, il numero di borse di studio finanziate per il Corso di Formazione in Medicina Generale, messe a bando per gli anni 2020-2023 e comprensive anche di quelle del DL Calabria, per cui si sono presentati dei candidati. Come si legge nel suddetto comunicato, è stato scelto il 2026 perché è l'anno in cui dovrebbe essere operativa la riforma dell'assistenza territoriale prevista dal PNRR.

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Le riduzioni nel 2026. (Fonte: Comunicato Fondazione GIMBE).

Differentemente dalla situazione attuale, aggiornata al 2023, nel 2026 saranno le Regioni del Sud, eccetto il Molise, a scontare la riduzione maggiore di Medici di Medicina Generale. Sarà colpita, in particolare, la Campania, con una riduzione di 384 unità rispetto al 2022. L'ulteriore riduzione di medici di famiglia rischia, secondo Nino Cartabellotta, di lasciare "scoperte milioni di persone, aggravando i problemi per l'organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale". A influenzare maggiormente questa riduzione, è il fatto che, secondo i dati della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG), ben 11.439 medici, tra il 2023 e il 2026, hanno compiuto o compiranno 70 anni, raggiungendo così l'età massima per la pensione, deroghe a parte. Allo stesso modo, il numero di nuove borse di studio finanziate per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale, non sarà sufficiente, secondo i dati, a coprire integralmente la riduzione del numero di medici causata dal pensionamento.

Medici di famiglia, Nino Cartabellotta (GIMBE): "Il tempo stringe"

Per Forum Agricoltura Sociale, abbiamo raggiunto il Presidente di Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta. Queste sono state le sue dichiarazioni, rilasciate in esclusiva per il nostro sito: "La carenza di medici di famiglia è dovuta a errori nella pianificazione del turnover generazionale e a politiche sindacali non sempre coerenti. Le azioni finora adottate, come l'aumento dell'età pensionabile e la concessione agli iscritti al Corso di Formazione in Medicina Generale di poter seguire fino a mille assistiti, non hanno risolto i problemi ma solo tamponato le criticità".

Per questo, il presidente GIMBE ha aggiunto: "È urgente implementare una strategia completa che includa una migliore pianificazione del fabbisogno, tempi più rapidi nella pubblicazione dei bandi per le borse di studio, modelli organizzativi favorevoli al lavoro in team e l’effettiva realizzazione delle riforme previste per l'assistenza territoriale. Il tempo stringe, infatti le previsioni indicano ulteriori diminuzioni di medici di famiglia, soprattutto al Sud, che potrebbero portare a una grave riduzione dell'assistenza sanitaria territoriale, mettendo a rischio la salute di anziani e persone fragili".

Queste sono le parole del Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta. Ai fini della garanzia del diritto di replica, siamo disposti a intervistare chi volesse commentare questa notizia. Contattate l'autore dell'articolo per ulteriori precisazioni.

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