"Mi sono licenziata prima di iniziare un lavoro: tutta colpa di alcune domande fuori luogo del capo"

Abbandonare un posto di lavoro prima ancor di iniziare un lavoro è una circostanza inusuale, ma apparentemente necessaria talvolta. Una donna ha raccontato di come si sia licenziata prima del primo giorno di lavoro, per colpa del capo dell'azienda.

Negli ultimi 24 mesi, l'inflazione ha colpito duramente, andando a erodere i risparmi di milioni di persone, in Italia e nel mondo. Per questo, sempre più persone hanno dovuto necessariamente trovare un lavoro, anche part-time, per aiutare a contribuire alle spese familiari. È anche vero che sempre meno persone sono disposte a farsi sfruttare e non è automatico che tutti rispondano affermativamente a una proposta di contratto. A volte, però, non c'entra solo la retribuzione ma anche l'attitutidine dei potenziali superiori. Una ragazza di nome Elisa Leone, che vive nel New Jersey, ha raccontato di aver rfiutato un'offerta di contratto.

"Era il 2021. Cercavo un lavoro da remoto, quando ho trovato un annuncio da parte di un'azienda della mia città che ha cattuato la mia attenzione. Mi sono candidata tramite LinkedIn: cercavano una risorse per il web marketing in un'azienda locale". Pochi giorni dopo la candidatura, è stato il CEO (l'equivalente del dirigente) dell'azienda a scriverle sul social network. "Mi ha scritto sul mio numero personale e mi ha chiesto se fossi disposta a sentirci telefonicamente. Ho detto di sì e letteralmente pochi secondi dopo è partita una videochiamata. Pensavo fosse una telefonata semplice, invece voleva vedermi". Durante la chiacchierata, la giovane ha notato alcuni segnali di pericolo.

"Mi sono licenziata prima di iniziare il lavoro"

"Era un tizio di circa 25 anni. Appena ho risposto e ha visto la mia faccia mi ha subito fatto i complimenti, dicendo che ero molto carina. Del lavoro abbiamo parlato per quindici minuti. Per il resto del tempo, abbiamo parlato di noi. Ci stava palesemente provando con me. Mi ha perfino chiesto se fossi fidanzata o qual è stata l'esperienza più divertente da ubriaca. A fine chiamata mi ha detto che avrebbero deciso tra me e un'altra ragazza che si era candidata. La settimana dopo mi ha mandato l'offerta ufficiale e l'ho accettata. C'era scritto che avrei iniziato un mese dopo. Ho pensato che fosse perfetto, che avevo del tempo libero per prepararmi".

@elisaaleonee

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Poi, però, tutto è cambiato. "Il giorno dopo mi ha chiamato, ma non gli ho risposto. Non mi scriveva mai, voleva solo parlare al telefono. Appena possibile lo richiamo e mi chiede come mai non avessi risposto prima. Io gli dico che ero in doccia e lui mi chiede che shampoo usassi. Non potevo credere alle mie orecchie. Possibile che un mio superiore mi chiedesse cose del genere? Dopo è peggiorata la situazione: mi ha chiesto quanto durassero le mie docce e altre cose molto personali. Quache giorno dopo, ho deciso di rifiutare. Gli ho mandato un messaggio dicendo che un'altra azienda mi aveva assunto e che lo ringraziavo per l'offerta. Lui si è arrabbiato e ha parlato di mancanza di rispetto. Ero disperata, avevo bisogno di un lavoro, ma non potevo proprio accettare di lavorare per un soggetto del genere".

Il messaggio con cui il 25enne si dice "arrabbiato" per il rifiuto dell'offerta.
Il messaggio con cui il 25enne si dice "arrabbiato" per il fatto che la ragazza si sia licenziata prima ancor di iniziare.

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