"Ho assunto una candidata che è andata malissimo al colloquio: vi spiego perché", parla una dirigente

La dirigente di un'azienda ha ammesso di aver assunto una candidata protagonista di un colloquio "da incubo". Il suo post è diventato virale su LinkedIn, con migliaia di utenti che l'hanno applaudita per quella scelta.

Come ci ricorda lo spot pubblicitario di una nota automobile, la prima impressione di crea in 7 secondi. Quando abbiamo davanti un perfetto sconosciuto non possiamo che giudicarlo in maniera superficiale. Solo con il passare del tempo inizieremo a conoscerne pregi e difetti. Nel mondo del lavoro privato, si hanno due occasioni per fare una buona impressione ai capi di un'azienda: un CV ben scritto e un colloquio di lavoro in cui ci si mostra sicuri di sé (ma non troppo) e convinti di poter dare un contributo alla crescita dell'impresa. Cosa succede ai candidati che toppano clamorosamente in sede di colloquio? Se mostrano troppa insicurezza, 99 volte su 100 vengono scartati.

D'altronde se una persona è troppo nervosa in una fase di selezione, cosa succederà quando affronterà reali problemi per conto dell'azienda che la paga? Brigette Hyacinth, CEO e fondatrice di Leadership EQ, ha raccontato un'esperienza di questo tipo e il suo post è diventato virale su LinkedIn. La protagnonista è una donna che ha avuto "enormi difficoltà" durante il colloquio. Malgrado ciò, Brigette Hyacinth l'ha reputata la persona giusta per quel posto che mancava nella sua azienda. Il post inizia così: "Disastro! Ho svolto un colloquio con una candidata fortemente consigliata dai miei colleghi. Il colloquio è stato un incubo. Era talmente nervosa che a stento riusciva a parlare. È andata malissimo. Nonostante ciò, continuavo a provare quella sensazione che lei fosse la candidata migliore per questo lavoro. Mi chiederete: è possibile assumere una persona malgrado il colloquio sia andato così male?".

Assume una candidata che aveva toppato al colloquio

La Hyacinth si è fidata del suo 'sesto senso' e ha offerto un contratto di sei mesi alla candidata. Al termine del periodo di prova, in caso di buona impressione, per lei sarebbe scattata l'assunzione vera e propria. "Ho fatto una scommessa. Ho deciso di darle una chance. Nell'arco di sei mesi, era una delle mie migliori performer. A volte, le vere capacità di un candidato non si vedono nel colloquio. Non dovremmo essere precipitosi e non dovremmo scartare una persona solo perché nell'intervista è andata male. Un candidato è tanto altro e chiunque può lasciarsi sopraffare dall'emozione".

La dirigente racconta così l'assunzione di una candidata che aveva fallito in sede di colloquio
La dirigente racconta così l'assunzione di una candidata che aveva fallito in sede di colloquio

Il post è diventato virale su LinkedIn con oltre 95.000 reazioni e centinaia di commenti. Uno dei commenti più apprezzati recita così: "Poi ci sono anche candidati che in sede di colloquio sono eccellenti e così riescono a ottenere il lavoro. Una volta dentro, lavorano malissimo, parlano tanto e realizzano poco. Se l'istinto ti dice una cosa, devi ascoltarlo. Ti sei assunta un rischio e ha ripagato. Purtroppo non sono molti i leader disposti a fare una cosa del genere". Un altro utente di LinkedIn ha fatto sapere che per il prossimo round di colloqui, intende inviare le domande ai candidati in anticipo. "Elimino il nervosismo e capisco se ha dedicato tempo alla lettura delle domande e a scrivere una risposta convincente".

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