Gli negano l'aumento di stipendio per due anni, un giorno il dipendente dà un ultimatum al suo capo

Un dipendente, che sostiene di aver avuto "un ottimo rendimento" si è visto negare per due anni l'aumento di stipendio. Dopo aver atteso invano, l'uomo ha deciso di chiedere un confronto al suo capo, dandogli una sorta di ultimatum.

Tutto cambia. Le nuove generazioni sono sempre più insofferenti verso il lavoro. Sono sempre meno i giovani (e i meno giovani) disposti a sacrificiare la vita sociale per il lavoro. Non è un caso che sia aumentato il numero di dipendenti da remoto, che sono fuggiti dalle grandi città e dallo stress che consegue viverci. Da numerosi sondaggi, emerge che milioni di persone sono disposte a guadagnare meno e lavorare qualche ora in meno. Non è un caso che si parli con sempre più insistenza di settimana lavorativa di quattro giorni. Insomma, i lavoratori vogliono godersi di più la vita fuori dall'ufficio e non sono più disposti a fare più del dovuto.

Un uomo di nome Kris ha condiviso un video su TikTok in cui ha raccontato di un fatto realmente accaduto: una conversazione con il suo capo in merito alle sue performance. Il suo datore di lavoro gli ha fatto notare che nel 2020 era stato il migliore in termini di produttività, ma che nell'anno successivo aveva "perso concentrazione" e i suoi risultati erano peggiorati. Kris ha confermato tutto, ammettendo di aver avuto un calo di produttività. Questo, però, aveva una motivazione ben precisa: "Nel 2019 e nel 2020 avevo chiesto un aumento di salario e mi è stato negato per due volte, malgrado fossi il dipendente più produttivo della mia azienda".

Il dipendente che non riceve un aumento di stipendio dà un ultimatum al suo capo

Quando ha chiesto ai suoi superiori la motivazione, si è sentito dire che il suo stipendio era "in linea" con il mercato per la sua mansione. Al contempo, però, dai piani alti gli è stato detto anche che è "di poco sotto" la media. Ed è qui che è scattato l'ultimatum: "Ho detto loro che, visto che venivo pagato di sotto la media del mercato, allora avrei messo anche uno sforzio nel mio lavoro di poco inferiore alla media. Se mi considerano così, allora mi comporto di conseguenza". In inglese questo comportamentoo si chiama "quiet quitting", letteralmente "abbandonare silenziosamente", ovvero rimanere presso un'aziende ma facendo il "minimo necessario" per non venire licenziati.

Il dipendente ha letteralmente pubblicato la telefonata con i suoi superiori nella quale gli è stato detto che la sua paga era "in linea" con il mercto.
Il dipendente ha letteralmente pubblicato la telefonata con i suoi superiori nella quale gli è stato detto che la sua paga era "in linea" con il mercto.

Non è chiaro come sia andata a finire la storia di Kris, ma di sicuro un'azienda non vuole privarsi di un dipendente che per diversi mesi è stato il più produttivo. Anche se, per sua stessa ammissione, lavorerà "lo stretto necessario", probabilmente all'impresa serve anche una risorsa che si comporta così. Una cosa è certa: fintantoché si parla di multinazionali con migliaia di dipendenti, delle dimissioni non cambiano molto. In una microazienda con meno di dieci dipendenti, il peso specifico di ciascuno è di gran lunga superiore.

@krisdrinkslemonade

I have 9 weeks left at this job so 🤷‍♂️ #work #office #honestreview #annualreview #truth #payme #worklife #boss #layoff #underpaid #hopeidontgetfired #reenactment

♬ original sound - KrisDrinksLemonade

LEGGI ANCHE: "Il mio capo ha imposto una regola assurda a lavoro: cosa succede a chi fa un minuto di ritardo"

Lascia un commento