Supermercato, esperto spiega come i marchi ci 'prendono in giro': "Alcuni prodotti sono paradossali"

Un noto esperto di tutela dei consumatori ha parlato di uno dei modi con i quali i marchi di prodotti alimentari e non cercano di prendere in giro i consumatori, attraverso la sgrammatura, o shrinkflation, facendo degli esempi molto particolare e davvero sconvolgenti.

Chi segue la nostra rivista da tempo, sa che, periodicamente, dedichiamo articoli ai 'trucchi' utilizzati dai gestori dei supermercati, per far acquistare più prodotti, o per far comprare determinati prodotti ai consumatori. Si tratta di strategie di marketing, che vengono adottate ovunque. Conoscere queste strategie è molto utile al consumatore, per poter fare una spesa più consapevole e, in alcuni casi, risparmiare anche molti soldi. In un articolo, che potete leggere qui, ad esempio, abbiamo parlato delle offerte e degli sconti, rivelando come riconoscere quelli più vantaggiosi, distinguendoli da quelli inutili.

In questo articolo, però, non parleremo delle strategie dei supermercati, ma dei marchi dei prodotti venduti, per l'appunto, al supermercato. E, in particolare, di una strategia poco trasparente e che viene combattuta da diverse associazioni votate alla tutela dei consumatori. Negli ultimi anni, è sempre più facile assistere a casi di shrinkflation, o di sgrammatura dei prodotti. Questo processo si verifica quando viene ridotta la quantità di prodotto presente in una confezione di un determinato prodotto. Che, però, viene venduta allo stesso prezzo precedente.

Supermercato, i casi estremi di sgrammatura dei prodotti: ecco quando sono paradossali

I clienti dei supermercati dovrebbero sempre controllare il prezzo al chilo, e confrontare il peso riportato sull'etichetta della confezione, con quelli riscontrati precedentemente. Per la fretta, però, spesso i consumatori non ci pensano, pagando di più, di fatto, le confezioni acquistate. C'è da dire, però, che i consumatori non sono aiutati da alcuni marchi, anzi: nonostante il peso del prodotto cambi, infatti, le confezioni sono sempre le stesse. Alcuni casi, poi, sono a dir poco paradossali. Ne ha parlato, in particolare, il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, nel corso di un'intervista realizzata per un programma Rai. "Se il flacone è quello al quale eravamo abituati", ha detto Dona, parlando di alcuni detersivi, "tutto ciò ci spinge a essere ancora più trascurati nella nostra scelta".

Ma quali sono questi casi paradossali? A proposito di detersivi, alcuni detersivi presentano flaconi molto grandi ma, in realtà, vengono riempiti a metà, o poco più. "I consumatori, quasi, lo mettono in controluce, per vedere quanto prodotto c'è all'interno", ha detto l'esperto. Per non parlare, poi, delle confezioni di tonno in scatola, o ancora peggio del salmone. "Di solito il salmone ha un packaging con una finestrella, ma il salmone lo vediamo quasi occupare soltanto lo spazio della finestrella, e tutto il resto del cartone serve solo a convincere il consumatore che sta comprando di più", ha detto Dona. Ultimo, ma non per importanza, l'esempio delle tisane, e cioè delle bustine di tè e tisane che vengono riempite solo a metà.

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Un carrello per fare la spesa al supermercato.

Un altro problema

Oltre alla sgrammatura, poi, c'è anche il problema della sostituzione di ingredienti di qualità con ingredienti di seconda mano. "Quando leggo 'nuova ricetta' non sono mai sicuro", ha detto Dona, dato che, con la nuova ricetta, si potrebbero sostituire degli ingredienti con ingredienti meno costosi, oppure senza uno o due ingredienti. Ma i prodotti, naturalmente, vengono venduti allo stesso prezzo. Fate, dunque, sempre molta attenzione al peso al chilo e alla lista degli ingredienti: potreste evitare delle 'fregature' importanti.

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