"Una frase del mio capo mi ha fatto capire che stavo lavorando troppo: ho preso questa decisione subito dopo"

Una donna ha rivelato che una frase da parte del suo capo le ha fatto capire che stava lavorando troppo. O, quantomeno, si stava impegnando eccessivamente senza che dall'altra parte ci fosse un riconoscimento concreto.

Molte persone, in giro per il mondo, danno un'importanza enorme al lavoro nelle proprie vite. Legittimamente, c'è chi trae grande soddisfazione dal vedere che una propria idea si è trasformata in un'opportunità di guadagno. Ad altri basta ricevere complimenti e attestati di stima, più che stipendi a sei zeri. Una tiktoker di nome Tanya ha affrontato il delicato argomento della gratificazione sul lavoro. Nella sua azienda, viene scelto il "dipendente del mese", in base ai risultati ottenuti sul lavoro (non viene specificato di che mestiere si tratti). Premio che Tanya non ha vinto. Il suo capo, chiamandola, le ha detto: "Volevo scegliere te come dipendente del mese, ma non hai costruito un brand abbastanza forte".

Il suo capo ha anche precisato di averglielo detto in 'anteprima', prima che il risultato venisse reso pubblico a tutti i dipendenti. "Mi ha detto che avevano scelto un'altra persona, che ha fatto meglio di me. Poi mi ha incoraggiato a provarci ancor di più il mese successivo, in modo da poter ricevere il premio". Quell'incoraggiamento ha spinto Tanya a cambiare approccio. "Pensandoci, quella frase mi è servita. Ho capito di aver lavorato troppo il mese scorso. Per cosa, poi? Per un titolo che non vuol dire niente. Il dipendente del mese non guadagna un extra. Non sono qui per ricevere dei titoli che non servono a a nulla".

La dipendente e la frase del capo che ha cambiato tutto

"Questo è un lavoro da casa - spiega la donna - a me serve per pagare le bollette. Non è nulla di più e nulla di meno. Ho deciso: a partire dal prossimo mese, non farò nulla più del dovuto. Quando il capo ha detto che la scelta del dipendente era tra me e un'altra persona, ho capito che ero entrata in una competizione. Non voglio entrarci mai più, non sono qui per questo. Se devo impegnarmi e lavorare più del dovuto, allora voglio ricevere un extra in stipendio. Visto che non ne danno a nessuno, da oggi in poi lavorerò le mie 40 ore, dopodiché spegnerò il PC e mi dedicherò alla mia vita. Nulla di più, nulla di meno del previsto", è il suo ragionamento che molti hanno trovato condivisibile.

La donna ha assicurato che "non farà mai più extra al lavoro" dopo le parole del capo.
La donna ha assicurato che "non farà mai più extra al lavoro" dopo le parole del capo.

La morale è: se fare del lavoro extra equivale a un pagamento extra, ben venga un impegno straordinario; se, però, equivale a un titolo vuoto come "dipendente del mese", allora è più che legittimo non voler competere con i colleghi. Secondo una ricerca effettuata negli Stati Uniti, i dipendenti che fanno "il minimo necessario" sono anche i più felici. In un video dell'esperta di lavoro @tanyaucoaching viene spiegato che: "Le persone più felici sono quelle che al lavoro non vanno oltre il loro compito. Lavorano per le ore previste, vanno a casa e a fine mese si godono lo stipendio. Quelle che stanno peggio mentalmente? Gli ossessionati, quelli che lavorano oltre l'orario lavorativo per portare risultati".

@tanya_01_87

♬ original sound - Tanya_The_Creator

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