Supermercato licenzia un dipendente dopo 20 anni di lavoro per via di alcuni sacchetti: cos'è successo

Un dipendente ha perso il proprio lavoro in un supermercato dopo 20 anni di onorato servizio. Tutta colpa di un errore relativo ai sacchetti della spesa.

Da quando l'80% degli italiani dai 18 ai 65 anni sono attivi sui social ogni giorno, sono nate numerose polemiche, di cui oggi quasi nessuno si ricorda più. Vi rinfreschiamo la memoria: nel 2018 in Italia si parlò a lungo dei sacchetti biodegradabili nei supermercati. Per ridurre l'uso di plastica e promuovere l'uso di shopper 'amici' dell'ambiente, quelli compostabili vennero introdotti in forma obbligatoria per l'acquisto di frutta, verdura, carne e pesce freschi. Il prezzo unitario, di pochi centesimi, scatenò una polemica nei primi giorni dall'introduzione della novità. Nel giro di un paio di mesi, tutti smisero di lamentarsi per quel (trascurabile) sovrapprezzo.

Nelle ultime ore, nel Regno Unito, sta facendo molto discutere la storia di un dipendente di Sainsbury, notissima catena di supermercati presente in tutte le isole britanniche. Era agosto del 2022. L'uomo, al termine del turno di lavoro, ha fatto una spesa di 30 sterline (circa 35 euro) e ha usato una cassa automatica. Al momento del pagamento, pur avendo usato alcune buste nuove prese dalla cassa, ha selezionato "nessuna busta utilizzata", non ricevendo quindi l'addebito di pochi pound. Uno dei dirigenti, nelle ore seguenti, ha rivisto le registrazioni della telecamera di sicurezza, notando quel piccolo furto. L'uomo ha deciso che quel gesto era meritevole di licenziamento in tronco.

Dipendente licenziato dopo 20 anni dal supermercato per aver 'rubato' alcuni sacchetti

Niamke Doffou, che lavorava al Sainsbury's di Romford da 20 anni, ha perso il lavoro per aver 'imbrogliato' e non aver pagato alcuni sacchetti. L'uomo ha fatto ricorso e la vicenda è finita in tribunale. È emerso che l'uomo ha usato "diversi sacchetti" per mettere a posto i vari articoli della spesa. L'uomo, nello specifico, ha evitato di pagare alcune delle classiche buste riutilizzabili quasi all'infinito che, in base alle dimensioni, da Sainsbury's vengono vendute al pubblico a 30 o 65 centesimi. Era una notte di agosto e l'uomo pensava di farla franca, anche perché aveva appena terminato il suo turno notturno ed erano le prime luci dell'alba. Al giudice ha dichiarato di essere "stanco" e di "non essersi reso conto" di aver preso delle buste senza pagarle.

Un supermercato
Un supermercato

I dirigenti del Sainsbury's in questione hanno fatto sapere che l'uomo ha "deliberatamente" premuto sul touch screen l'opzione "nessun sacchetto comprato". Proprio il fatto di aver premuto quel pulsante lo ha messo nei guai. Il suo ricorso, infatti, è stato respinto dai giudici, che nella giornata di ieri hanno dato ragione a Sainsbury's. "La catena non può avere più fiducia in lui come dipendente, avendo commesso un furto. L'azienda ha una policy severissima per quanto riguarda i furti, considerati ancora più gravi se provenienti dai propri dipendenti". È evidente - secondo i giudici - che l'uomo abbia agito in maniera consapevole quando ha preso quelle buste rigide e che, pertanto, il suo licenziamento non possa essere considerato "ingiusto". Malgrado il ricorso, l'uomo ha perso il lavoro dopo venti anni per non aver pagato 2 o 3 sterline.

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