Distributori di benzina, esperto rivela cosa fare in caso di carburante sporco: "Chiedete questo al meccanico"

La truffa del carburante sporco, presso i distributori di benzina, è sempre più diffusa, e danneggia sempre più persone: ma come tutelarsi da questa truffa, e chiedere un risarcimento? La risposta del noto esperto di tutela dei consumatori.

Il caro benzina è uno dei problemi di cui si sta maggiormente discutendo, ormai da anni. Il prezzo della benzina, in Italia, continua ad aggirarsi intorno l'euro e 90 / due euro al litro, e la situazione non migliora molto con il diesel. Oltre a questo problema, poi, se ne sta diffondendo un altro ancora più subdolo e dannoso. Parliamo dei carburanti sporchi: diversi conducenti di automobili, infatti, sono stati costretti a pagare centinaia e centinaia di euro, se non migliaia, per la riparazione del loro serbatoio, dopo aver fatto rifornimento di benzina dal distributore, e aver scoperto che questa era 'sporca'.

Ma cosa significa? Secondo quanto spiega un noto esperto di tutela dei consumatori, Massimiliano Dona, in alcuni casi si tratta di una vera e propria truffa. Per ottenere un vantaggio economico, infatti, alcuni gestori di distributori di benzina, allungherebbero il carburante con acqua o, comunque, con liquidi che possono gravemente danneggiare le auto. In altri casi, più che una truffa, si tratta di una disattenzione dei gestori di benzina. Il carburante sporco può, infatti, anche essere del carburante di non ottima qualità, oppure di carburante che si sporca a causa delle cisterne, sporche a loro volta, e che non sono state correttamente pulite.

Distributori di benzina: esperto rivela cosa fare in caso di carburante sporco

Il presidente dell'Unione Nazionale dei Consumatori ha precisato, però, che, in ogni caso, il risultato è sempre lo stesso: i conducenti sono costretti a far riparare l'auto, senza avere alcuna colpa. Ma cosa devono fare, a questo punto, quando si rendono conto di aver provocato un danno all'auto, facendo rifornimento di carburante sporco? Come possono, cioè, ottenere un risarcimento da chi li ha truffati, consapevolmente o meno? Dona spiega che, prima di tutto, servirà la prova del rifornimento fatto presso un determinato distributore, come può essere la ricevuta della carta di credito o del Bancomat. Questa dà maggiori certezze, e può tutelare il consumatore.

Inoltre, se dovesse mancare la ricevuta, si può provare di aver utilizzato una determinata pompa, anche usufruendo di testimoni. In generale, poi, Dona spiega che le vittime dovranno fare una richiesta specifica, tramite PEC o raccomandata, chiedendo il risarcimento del danno, e allegando la ricevuta. Inoltre, dal meccanico che ha individuato il problema, devono farsi fare una fattura per l'esecuzione dei lavori, che spieghi le cause del danno. Infine, bisogna farsi conservare una tanica del carburante, una volta pulito il serbatoio.

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Una pompa di benzina.

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