Striscia, in questa località vendono pesce in condizioni pietose e poco igieniche: la scoperta nauseante di Jimmy Ghione

Jimmy Ghione, inviato di Striscia la Notizia, si è recato in una località in provincia di Roma, per far luce sulle condizioni igieniche del pesce che viene venduto, abusivamente, in una delle strade principali della stessa.

Tra gli ultimi servizi andati in onda, nel corso delle puntate di Striscia la Notizia, programma in onda nel preserale di Canale 5, dal lunedì al sabato, c'è anche quello realizzato da Jimmy Ghione. In particolare, il noto inviato del tg satirico, ideato da Antonio Ricci, si è recato ad Anzio, nella città metropolitana di Roma, per far luce su quello che accade presso una delle strade principali della stessa. In particolare, Ghione ha fatto ascoltare una testimonianza di un lavoratore del posto, titolare di alcune pescherie nella provincia romana.

Il titolare di queste pescherie ha rivelato che, tra Anzio e Fiumicino, presso alcune delle strade di queste località, si vendono prodotti ittici in modo abusivo. Vengono vendute, in particolare, diverse cassette di pesce al porto, presso le banchine, e, in generale, all'esterno, sulle strade nei pressi del porto. Oltre a essere venduti abusivamente, sono venduti in condizioni a dir poco pietose. Non rispetterebbero, infatti, le condizioni igienico-sanitarie, e potrebbero essere pericolose per i consumatori.

Striscia la Notizia: il servizio di Jimmy Ghione sulla vendita di pesce abusivo nella provincia di Roma

Il titolare della pescheria ha rivelato che il pesce verrebbe esposto sia durante giornate di pioggia che durante giornate calde e molto assolate: questo, naturalmente, non fa che rendere ancora più pericolosi questi prodotti. Inoltre, il titolare delle pescherie ha spiegato, naturalmente, che i prodotti venduti nelle sue pescherie, e le condizioni delle strutture stesse, sono sottoposti a numerosi controlli, da ASL e Nas. "Noi dobbiamo rispettare delle normative sanitarie e igieniche importanti. E invece, secondo te, è possibile che loro vendono il pesce, lo puliscono con le mani sporche, senza guanti, e lo lavano con l'acqua del porto inquinata? È una cosa inconcepibile!", ha detto l'uomo. Quest'ultimo, insieme a titolari di altre pescherie regolari, ha iniziato a far campagna contro queste attività abusive ma, a quanto pare, avrebbe ricevuto delle minacce da chi lavora presso queste attività.

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Alcuni dei prodotti venduti nei pressi del porto. (Fonte: Striscia la Notizia - Canale 5 - Mediaset).

"Questa vendita si può effettuare: il pesce in banchina si può vendere, ma entro le due ore", ha precisato Ghione. Quest'ultimo ha, però, aggiunto che "poi passano delle ore, e quindi rivendono il pesce dall'altra parte. E tutto questo è molto pericoloso!". L'inviato ha segnalato tutti i problemi appena citati ai diretti interessati, i venditori di pesce nel porto di Anzio. "Guarda che le telline non si possono vendere, amico mio, c'è il fermo!", ha aggiunto. Ghione ha, poi, raccolto anche un'altra testimonianza, di una persona che si trovava nei pressi del porto.

La fine del servizio

"Tutto quello che non vendono stasera, lo nascondono là, dietro le reti, così, fermo. Poi rimane così fino al pomeriggio del giorno dopo, poi lo riprendono e lo riportano qua!", ha raccontato il testimone. Qualcosa, insomma, di davvero nauseante. Ghione ha segnalato il problema alle Autorità, e ha scoperto che, in effetti, spesso verrebbero effettuati dei controlli. "La Guardia Costiera ci fa sapere che, spesso, fanno dei controlli, dei blitz. E queste attività vengono effettuate anche con altre Forze dell'Ordine. Però, finito il blitz, le persone ritornano a vendere!", ha detto Ghione. Per fortuna, però, dopo la segnalazione dell'inviato, la Guardia Costiera è immediatamente intervenuta, sequestrando ben 300 chili di prodotti ittici ai venditori abusivi. Non ci resta che augurarci, come detto da Ghione, che i controlli continuino in maniera regolare ed efficiente, come già successo sinora.

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