Lavoro, dopo quanto tempo un dipendente licenziato può ricevere il trattamento di fine rapporto? Il consiglio dell'avvocato

Entro quanto tempo il datore di lavoro deve consegnare il TFR - Trattamento di Fine Rapporto al dipendente licenziato, o che ha dato le dimissioni? E quando conviene richiedere al giudice un decreto ingiuntivo, per l'inadempienza del datore? Un noto esperto risponde a questa domanda.

Il TFR è il Trattamento di Fine Rapporto, e cioè una somma monetaria data al dipendente, alla fine del suo rapporto di lavoro. Questo 'premio' finale, prima della fine del rapporto di lavoro, spetta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, e ad alcuni lavoratori dipendenti del settore pubblico, assunti dopo il 31 dicembre 2000. Il TFR, a differenza dell'Indennità di Disoccupazione o NaSPI, viene erogato in ogni caso, dopo la cessazione del rapporto di lavoro. I dipendenti, infatti, possono decidere di dimettersi, o essere licenziati, ma avranno, in ogni caso, diritto a tale retribuzione.

Il calcolo del valore del Trattamento di Fine Rapporto si fa in base agli anni di lavoro svolti, e quindi aumenta all'aumentare del tempo speso presso la stessa azienda o lo stesso ente. Il prestatore di lavoro, che abbia almeno otto anni di servizio presso lo stesso ente, può anche chiedere l'anticipazione del Trattamento di Fine Rapporto, qualora fosse necessaria. Il valore dello stesso, poi, può essere incrementato in base all'aumento dell'Indice dei Prezzi al Consumo, e quindi rivalutato in base all'inflazione.

Lavoro, avvocato rivela dopo quanto tempo il datore deve pagare il trattamento di fine rapporto al dipendente licenziato o dimesso: i dettagli

Un noto avvocato italiano, ed esperto legale, Angelo Greco, ha presentato una situazione particolare. In un video pubblicato recentemente sulla sua pagina TikTok, infatti, il noto avvocato ha ipotizzato una situazione in cui un datore di lavoro tardi a devolvere la somma che spetta all'ex dipendente. In particolare, Greco ha spiegato che, di norma, il datore dovrebbe corrispondere la somma subito dopo il licenziamento o le dimissioni del dipendente. Di norma, infatti, la legge prevede che l'erogazione del TFR sia immediata, e cioè corrispondente al versamento dell'ultima busta paga.

@angelogrecoofficial

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♬ suono originale - Angelo Greco

Diversi Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, però, prevedono la possibilità, per il datore di lavoro, di ritardare di qualche settimana, per dargli la possibilità di fare correttamente i conteggi e, soprattutto, di recuperare le somme, che spesso sono sostanziose. Qualora, però, i datori dovessero superare anche questo periodo di tempo, che non supera, di solito, una manciata di settimane, gli ex dipendenti potrebbero provvedere a chiedere al Giudice l'emissione di un decreto ingiuntivo, volto a ottenere i soldi. Angelo Greco, però, consiglia di considerare questa possibilità come l'ultima spiaggia: i tempi della giustizia, infatti, potrebbero essere molto superiori all'eventuale dilazione del pagamento, che potrebbe proporre, in seguito, il datore di lavoro. L'ideale, dunque, è sempre cercare di farsi pagare direttamente dal datore, pur dovendo pazientare un altro po'.

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Una datrice di lavoro licenzia un dipendente.

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