Taxi, attenti ai cartelli con i prezzi esposti all'interno: esperto rivela come non farsi imbrogliare

Alcuni cartelli esposti all'interno dei taxi potrebbero essere ingannevoli, così come delle tariffe applicate deliberatamente dai tassisti: un noto avvocato rivela come non farsi imbrogliare, ecco tutti i dettagli.

Il servizio di taxi è diffuso quasi in tutto il mondo. I primi taxi sono nati intorno al 1800, nelle grandi capitali europee, come Parigi e Londra. Successivamente, si sono diffusi in tutta Europa e, poi, anche negli Stati Uniti, a partire dalla metropoli di New York City. In Italia, i taxi sono molto diffusi: si trovano, soprattutto, nei capoluoghi di provincia, e in grandi città come Roma, Napoli e Milano sono molto utilizzati. Le tariffe possono cambiare, a seconda della città, e vengono calcolate in base al tempo speso e al percorso impiegato. Sui siti di ogni Comune, è possibile consultare le tariffe dei taxi in quel determinato Comune, che devono essere rispettate.

Il tariffario dei taxi comprende il prezzo dell'inizio corsa, che cambia, di solito tra i giorni feriali e i giorni festivi, oppure dalla fascia oraria. Alla tariffa dell'inizio della corsa, si aggiungono, poi, gli scatti al tassametro, che aumentano a seconda della distanza compiuta e dei secondi di sosta. Oltre che sui siti dei Comuni, le varie tariffe sono esposte anche all'interno dei taxi, per garantire la trasparenza. Oltre al piano tariffario, però, all'interno di alcune vetture si potrebbero trovare dei cartelli particolari. Ma ci si può fidare di questi cartelli?

Taxi, attenzione a certi cartelli: tutti i consigli del noto esperto di tutela dei consumatori

Massimiliano Dona, un noto avvocato italiano, esperto di tutela dei consumatori e presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha parlato dei cartelli dei taxi in un recente video, pubblicato sui suoi social. L'esperto, in particolare, ha mostrato la foto di un cartello, sul quale si può leggere la seguente indicazione: "Corsa minima: 10 euro". Trovare cartelli del genere, che indicano tariffe minime, non è insolito, ma, allo stesso tempo, spesso, non è corretto. Dona spiega che bisogna fare attenzione al tariffario, determinato dal Comune, e al tassametro, che dovrebbe indicare il prezzo reale da pagare, nonché il tempo trascorso nel taxi. Se il prezzo fosse inferiore ai 10 euro, il tassista non avrebbe alcun diritto a farci pagare questo prezzo. I tassisti sono, infatti, tenuti ad esporre il tariffario comunale e, anche qualora il tassametro fosse rotto, il tariffario potrebbe fare chiarezza sul prezzo da pagare.


Inoltre, Dona spiega che imporre dei sovrapprezzi, qualora il cliente decidesse di pagare con la carta di credito, è del tutto illegale: pertanto, se doveste trovare dei cartelli con l'indicazione di sovrapprezzo, o se il tassista dovesse farvelo notare, sappiate che non è una richiesta accettabile e che quest'ultimo è obbligato a farvi pagare il prezzo corretto, senza sovrapprezzo. Anzi: Dona suggerisce di pagare sempre attraverso le app o con la carta di credito. Qualora dovessero, infatti, proporci una tariffa più alta, o, comunque, qualora ci fosse qualcosa che non va, avremmo, così, la prova del pagamento effettuato. Ricapitolando, dunque: non fidatevi dei cartelli sullo schienale o delle indicazioni dei tassisti, ma soltanto del tariffario comunale, del tassametro, e provate sempre a ottenere la ricevuta, pagando tramite app o con carta di credito.

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Un tassista alla guida.

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