Dirigente d'azienda riceve candidature di ragazze che a scuola la bullizzavano: la sua risposta

Una dirigente d'azienda ha ricevuto una candidatura da parte di una ragazza che, ai tempi della scuola, la bullizzava. Come avrà risposto a quella e-mail scritta da una persona che l'ha fatta soffrire, rovinandole in parte l'adolescenza?

Vicky Owens è una 23enne inglese, con un grosso seguito sui social e con un ruolo da dirigente (CEO) in un'azienda che lavora nel mondo dei social. La compagnia si chama "Socially Speaking Media", ha base a Manchester e aiuta le attività commerciali a migliorare la propria presenza sul web e sui social. Vicky Owens è tra le fondatrici e dal 2021 si occupa anche della selezione del personale. Curiosamente, negli scorsi tre anni, ha ricevuto le candidature di almeno tre ragazze che a scuola la bullizzavano. Essere maltrattati dai propri compagni di classe, negli anni dell'adolescenza, segna profondamente una persona, con strascichi negativi anche nell'età adulta.

Come ha reagito la 23enne alle candidature da parte delle sue bulle? Semplicemente le ha ignorate. Nessuna risposta. In un video, ha spiegato perché: "Non voglio dare la soddisfazione a queste persone di lavorare per me. Mi hanno ridicolizzata e bullizzata per anni. Sono nella posizione di decidere e di fare ciò che voglio. Non voglio nel mio team persone che hanno reso un inferno i miei anni scolastici. Auguro a loro tutto il meglio, ma nel mio team voglio solo persone con energia positiva". Molti hanno approvato quest'ammissione privata, altri non si sono detti ugualmente d'accordo. Nei commenti si è scatenato un dibattito piuttosto acceso e la 23enne ha aggiunto altri dettagli.

La dirigente d'azienda che rifiuta le candidatura di chi la bullizzava a scuola

C'è chi scrive che la sua vendetta, tutt'altro che aggressiva, è la migliore scelta. Altri fanno notare che ha perso potenziali ottimi dipendenti, per un evento successo anni prima. "Sono passata dall'essere bullizzata a scuola a gestire un'azienda che fattura cifre a sei zeri ogni anno. A scuola ero incredibilmente timida e anche più alta delle altre ragazze. Avevo delle sopracciglia molto folte, il motivo principale per cui ero presa in giro e bullizzata. A scuola non ero brava, prendevo spesso voti bassi. Per umiliarmi, a volte mi gettavano yogurt e ketchup in testa". Nei passaggi successivi spiega che questo le ha causato attacchi di panico e una fortissima ansia sociale. Nell'età tra i 18 e i 20 anni, voleva solo rimanere da sola per gran parte del tempo.

La dirigente d'azienda scherza su come (non) ha risposto alle candidature delle sue bulle.
La dirigente d'azienda scherza su come (non) ha risposto alle candidature delle sue bulle.

In quegli anni difficili ha studiato il funzionamento dei social media ed ha iniziato a guadagnare aiutando piccole imprese locali a crescere il proprio seguito. Successivamente ha fondato un'azienda, con uffici e dipendenti, che fattura cifre a sei zeri ogni anno. Oggi sostiene di essere una donna di successo. "Lo so, non sono più chi ero alle scuole superiori. Le ragazze che mi bullizzavano, che mi gettavano il cibo in testa, non fanno più parte dei miei pensieri. E deve continuare a essere così", ha concluso. Azienda sua, regole sue. Si può perdonare chi ha sbagliato, ma si ha anche il diritto di tenerlo lontano dalla propria vita.

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