Eredità, i genitori possono preferire un figlio e dargli più soldi di un altro? L'avvocato fa chiarezza

Un noto avvocato ha fatto chiarezza su una questione riguardante il testamento: i genitori possono assegnare una percentuale sensibilmente maggiore dell'eredità a un figlio, preferendolo a un altro? Ecco qual è la risposta.

Si intende, come eredità, il patrimonio che una persona fisica lascia a una o ad altre persone dopo la sua morte. L'istituto, con il quale i soggetti diventano titolari dei beni del defunto, è la successione a causa di morte. L'intero libro secondo del Codice Civile italiano è dedicato al diritto successorio e, infatti, si intitola 'Delle Successioni'. In questo libro, l'eredità, l'istituto della successione e il diritto successorio vengono disciplinati sotto ogni punto di vista, con qualunque eccezione e approfondimento. Si disciplinano anche la scrittura del testamento e la sua validità: è con il testamento, infatti, che si può decidere a chi assegnare determinati beni. Bisogna, però, ricordarsi sempre che esiste la successione legittima: alcune persone hanno, infatti, una riserva su una percentuale del patrimonio, e possono esercitare il loro diritto e impugnare il testamento, qualora la loro riserva non venga considerata.

L'articolo 537 del Codice Civile, ad esempio, disciplina la riserva a favore dei figli. Questo articolo disciplina che, se il genitore ha un solo figlio, a quest'ultimo è riservata almeno la metà del patrimonio. Se ne sono almeno due, invece, è riservata a loro la quota dei due terzi del patrimonio, e la quota minima destinata a ciascun figlio è la divisione in parti uguali della riserva totale. Ciò significa, pertanto, che se i figli sono due, ciascun figlio deve ricevere almeno un terzo del patrimonio.

È possibile per i genitori preferire un figlio rispetto a un altro, e assegnargli una percentuale maggiore dell'eredità? La risposta

Quest'articolo risponde indirettamente alla domanda posta da Angelo Greco, celebre avvocato italiano. Sulla sua pagina TikTok, infatti, Greco ha chiesto se è possibile, per un genitore, preferire un figlio a un altro, senza che il figlio che ha ricevuto una quota minore impugni il testamento. La risposta, in linea di massima, è , anche se bisogna esplicitarla meglio. Greco ha ipotizzato, ad esempio, che una madre assegni due terzi del suo patrimonio a un figlio, e un terzo all'altro. In questo caso, l'assegnazione è valida, ma per quale motivo?

@angelogrecoofficial

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♬ suono originale - Angelo Greco

Abbiamo detto che la quota minima riservata ai due figli è di due terzi del patrimonio, da dividere in parti uguali, e cioè un terzo e un terzo. In questo caso, un figlio avrà avuto il terzo che gli spettava, e non può opporsi. Il 'terzo' rimanente, che, in questo caso, non era riservato a nessuno, magari perché la donna defunta non aveva più un coniuge, può essere destinato liberamente a un'altra persona o, come in questo caso, a uno dei due figli, senza che l'altro possa opporsi! Riassumendo, dunque, è possibile preferire un figlio a un altro, ma l'importante è che a ciascun figlio sia data almeno la quota minima che gli spetta!

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La firma di un testamento per l'eredità.

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